Castelfranco. Il coronavirus fulmina in sei giorni l’imprenditore Umberto Sicuro

È deceduto ieri a Montebelluna, martedì il ricovero in rianimazione per il Covid-19. Aveva 66 anni, ex guida della Vecoper. Fino a dieci giorni fa correva in bicicletta

CASTELFRANCO. Era in buona salute, tanto che dieci giorni fa era uscito per un giro con la sua amatissima bicicletta: Umberto Sicuro, 66 anni, è spirato ieri all’ospedale di Montebelluna. Si tratta del primo decesso di un castellano direttamente connesso con l’infezione di Coronavirus, cioè non correlato alla presenza di patologie pregresse.

Il 66enne era stato ricoverato martedì scorso nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Valentino presentando gli ormai noti sintomi legati al Covid 19, ovvero tosse e malessere generale. L’immediato test con il tampone ha purtroppo confermato la diagnosi che già si sospettava.

Era una persona conosciutissima a Castelfranco anche per il suo passato di imprenditore nel settore dell’abbigliamento: originario di San Martino di Lupari, era vedovo di Anna Maria Borghetto, scomparsa il 2 gennaio 2013 al termine di una lunga malattia, anche lei imprenditrice. Aveva guidato la Vecoper, l’azienda di famiglia che aveva portato una straordinaria innovazione nel settore dell’edilizia: la trave a Y che permetteva di costruire capannoni in cemento armato in poco tempo.

Anche Umberto Sicuro è stato un innovatore: dopo l’esperienza sempre nel settore abbigliamento con una azienda a Galliera Veneta, negli anni Ottanta aveva intuito il dinamismo dei mercati orientali, avviando qui la produzione di abiti per i più noti marchi italiani con una realtà, la Newcofin, che aveva il suo quartier generale in Indonesia. Attualmente con il figlio Enrico si occupava di energie alternative.

Da sempre amante dello sport, l’anno scorso se l’era vista davvero brutta, incappando in una brutta caduta in bici con un grave trauma al collo, che lo ha costretto a portare un collare per sette lunghi mesi. Aveva appena messo alle spalle questo lungo periodo di recupero, quando nei giorni scorsi aveva ripreso gli allenamenti in bici con gli amici. Un giro sulla Pedemontana da cui era rientrato in anticipo perché non si sentiva in forma. Forse per i postumi dell'incidente o forse perchè il virus aveva già minato i suoi polmoni.

Il decorso della malattia è stato rapidissimo purtroppo. «Se ne è andato un grandissimo amico» lo ricorda il vicesindaco di Castelfranco Gianfranco Giovine, «una persona affabile, di compagnia, ospitale con tutti. Ma soprattutto un uomo generoso e caritatevole: pur avendo avuto grande successo nella sua professione nel settore dell’abbigliamento grazie alla sua intraprendenza e ad un duro lavoro, non aveva mai dimenticato di essere nato in una famiglia umile. E questo lo dimostrava con la sua attenzione verso chiunque avesse bisogno. Di fronte ad una richiesta di aiuto non esitava: era sempre il primo a mobilitarsi. Umberto è stato per tutti un esempio: lascerà un vuoto incolmabile tra i suoi amici». —

Davide Nordio .

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