«Il Glifosate non fa male alla salute»: Prosecco Docg pronto a riammetterlo

TREVISO. Retromarcia clamorosa: dopo aver lavorato per anni all’abolizione del Glifosate, potente diserbante, vietandolo finalmente nel 2019, il Consorzio del Prosecco Docg Conegliano-Valdobbiadene ora potrebbe riammetterlo, dopo che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti ha definito «non pericolosa» la sostanza.
A chiedere di riabilitare l’erbicida, ieri, è stato Lodovico Giustiniani, numero uno di Confagricoltura Veneta, consigliere del Conegliano-Valdobbiadene e suo rappresentante in Fondazione Unesco, possibile futuro presidente del Consorzio di Tutela al posto di Innocente Nardi. Giustiniani si limita a evidenziare che «il principio attivo non fa male alla salute»; Nardi, nel concreto, non esclude di autorizzare nuovamente il diserbante vietato nel 2019, attendendo però indicazioni più precise dall’Unione Europea.
«Non è dannoso»
L’agenzia americana ha escluso qualsiasi pericolo per la salute umana derivante dall’utilizzo del Glifosate. L’erbicida riconoscibile per le “strisce arancioni” che lascia sulle colline, molto utilizzato anche per altre colture e non solo sui vigneti, non comporterebbe alcun rischio né per la popolazione né per chi ci lavora a stretto contatto.
«La valutazione dell’agenzia statunitense – ha sottolineato in una nota Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto – conferma quanto sostenuto da tempo, sulla base della scienza e non del pregiudizio, dalla nostra organizzazione: riteniamo importante continuare a utilizzare questa sostanza non solo da un punto di vista economico, perché si rischierebbe di mettere in crisi numerose imprese agricole, ma anche ambientale, perché l’utilizzo di prodotti fitosanitari come questo consentono non solo un efficace controllo delle infestanti, ma anche una conseguente riduzione al minimo delle pratiche di coltivazione dei terreni e delle emissioni di gas serra, preservando il suolo e permettendoci di produrre cibo per tutta la popolazione. Anche questa vicenda evidenzia come, prima di ricorrere alla demonizzazione di alcune modalità produttive, sia opportuno analizzare le questioni tenendo nella massima considerazione i pareri espressi dalla comunità scientifica internazionale».
«Più pareri favorevoli»

Giustiniani è il rappresentante della Docg in seno all’associazione Unesco, ed è uno dei nomi sul tavolo per la successione a Innocente Nardi, in scadenza a marzo, alla guida della denominazione. Non è un mistero che il Consorzio Docg finora avesse sempre utilizzato l’abolizione del Glifosate, effettiva dal 2019 nei 15 Comuni dell’area, anche come carta da giocare davanti all’Unesco per il riconoscimento delle colline del Conegliano-Valdobbiadene patrimonio dell’umanità.
«Segnalo che il principio attivo ha avuto due pareri favorevoli» sottolinea Giustiniani, «volevo soltanto portare a conoscenza il fatto che un altro ente ha escluso che il Glifosate possa fare del male. Diverso è il discorso di un territorio che decide di limitare certi principi; ma prima si diceva fosse cancerogeno, ora non lo si può più dire».
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