Velodromo, entro lunedì il piano per evitare il fallimento Pessina

SPRESIANO. La prima data-spartiacque è lunedì: entro quel giorno Pessina Costruzioni deve presentare il piano per il concordato preventivo al Tribunale di Milano, poi il giudice fallimentare si prenderà il tempo necessario per il responso. Anche se, stando ad alcune fonti, non si esclude l’ipotesi-rinvio.. Il riferimento è alla costruzione del velodromo di Spresiano, il cui cantiere già a fine luglio aveva accumulato sette mesi di ritardo e da inizio agosto non vede più volare una mosca.
L’azienda milanese aveva vinto il bando federale – fondi interamente pubblici, 27 milioni di euro risalenti alla Finanziaria 2007 - nel dicembre 2016, ma ora versa in difficoltà finanziarie: nella richiesta di concordato in continuità - depositata a fine luglio - ha comunque inserito l’opera di Lovadina come strategica, ossia da portare da termine. Nell’attesa, però, tutto è desolatamente fermo.
I cancelli alle Bandie sono chiusi, s’alternano quattro vigilanti. Con il direttore dei lavori che, periodicamente, viene a dare un’occhiata. Ma di mezzi in movimento, manco l’ombra. La paralisi. Nell’auspicio che lo stallo non diventi un’incompiuta. «Dobbiamo aspettare, già la scadenza di lunedì è un passaggio fondamentale», commenta Maria Cristina Gabriotti, Rup del velodromo e segretario generale Federciclo, «Capiremo se Pessina avrà depositato il piano». A meno di una proroga disposta dal giudice.
Un’eventualità che darebbe ulteriori pensieri alla Federazione, aggrappata alle decisioni del Tribunale milanese per capire le sorti del primo velodromo italiano pensato per ospitare Mondiali e, potenzialmente, un’Olimpiade. Senza contare che, complice l’insediamento del nuovo governo, non è ancora chiara la competenza dell’opera: cioè se rimarrà sotto l’ombrello della Presidenza del Consiglio (nel precedente esecutivo, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti) o finirà in capo a qualche ministero (Infrastrutture o Sport). Ed è un altro passaggio-chiave: perché il tondino (e la successiva candidatura per un Mondiale) va realizzato con fondi pubblici e, qualora l’operazione-concordato di Pessina non dovesse andare a buon fine, servirà percorrere altre strade. Come l’emissione di un nuovo bando federale.
Ipotesi che negli uffici romani della Federciclo, al momento, non vogliono tenere in considerazione.
Stesso discorso per il movimento trevigiano, che attende un anello dagli Anni ’80.
E confidava nel rispetto della consegna lavori, fissata inizialmente per la primavera 2020. Ossia in tempo per permettere alle Nazionali azzurre di preparare le Olimpiadi di Tokyo. Un obiettivo oggi irraggiungibile.
Anche se in Federazione, pur nel clima d’incertezza, evidenziano un segnale positivo: la Velodromo srl, società creata ad hoc da Pessina, ha rinnovato fino a marzo il contratto al direttore dei lavori (ingegner Polcaro).
Un passaggio obbligato per la richiesta di concordato o un timido spiraglio di luce? —
Mattia Toffoletto
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