Passerella pedonale chiusa e ora spunta la centralina
Quinto, continua la protesta dei residenti per il divieto del passaggio sul Sile «La pubblica autorità dov’è?». E intanto il residence si dà all’idroelettrico

QUINTO DI TREVISO. Tra Quinto, Canizzano e Sant'Angelo c'è chi si dice pronto ad una raccolta firme: la passerella sul Sile va riaperta. Continua il fermento per chiedere a comuni ed enti l'apertura dello storico passaggio di via Nogarè, tra Quinto - nella zona del depuratore comunale - e Canizzano. Una richiesta, quella della riapertura, promossa già in passato da numerosi cittadini ed associazioni e che nel tempo, oltre ad una serie di sopralluoghi di Corpo Forestale, Genio Civile, Parco del Sile e Polizia locale di Treviso, non ha comunque portato a nulla di concreto. O meglio, qualche movimento si è visto, ma semplicemente quello di operai e mezzi pesanti che hanno installato una centrale idroelettrica che sfrutta l'acqua del Sile a favore del risparmio energetico delle villette del residence.
Così, se cittadini e cicloturisti non possono godere delle acque limpide del Sile, c'è almeno qualcuno che oltre a goderne quotidianamente alla vista, le sfrutta pure. Intanto, un nuovo monito, arriva attraverso la voce dell'apprezzato storico locale Camillo Pavan, da tempo interessato alla questione. «Si tratta di un passaggio che è stato tale per centinaia e centinaia di anni» spiega Pavan, che nella pubblicazione "Drio el Sil" aveva riportato storia ed aneddoti su quel ponticello che conduceva al mulino dei Granello "Benetin", «l'opera è storica e come tale andrebbe salvaguardata a beneficio di tutti, pare davvero una beffa che qualcuno, più o meno improvvisamente, abbia deciso di metterci un blocco».
Il blocco, in realtà, è doppio: uno sul lato di Canizzano, dove una grossa cancellata nega il passaggio, l'altro sul lato di Quinto, dove ci si imbatte in un ormai storico cartello con la scritta "ponte pericolante in fase di manutenzione".
«Dov'è la pubblica autorità? Fa finta di non vedere?» si chiede Pavan, che poi prosegue, «se davvero il comune e gli altri enti fanno finta di non vedere è una vergogna: quel passaggio è importante a più livelli, turismo compreso. Serve lottare con i denti per una zona che è di forte interesse pubblico e quel passaggio ne rappresenta uno dei punti essenziali». Qualche ingranaggio, insomma, anche per Camillo Pavan deve essere mosso.
«L'apertura potrebbe essere regolamentata con una chiusura notturna, come già avviene in altre parti della città» conclude lo storico, «l'importante è che il passaggio ci sia, per tutti».
Alessandro Bozzi Valenti
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