Una spinta e poi la caduta così è morta Elda Tandura
VITTORIO VENETO. Sarebbe stata una caduta, provocata da una violenta spinta, a provocare l’emorragia cerebrale che ha portato alla morte di Elda Tandura, deceduta dopo circa un mese di ricovero in...

FILIPPI AG.FOTOFILM TREVISO IL RIS CARABINIERI IN VICOLO MARCO POLO,12
VITTORIO VENETO. Sarebbe stata una caduta, provocata da una violenta spinta, a provocare l’emorragia cerebrale che ha portato alla morte di Elda Tandura, deceduta dopo circa un mese di ricovero in ospedale. Nei giorni scorsi è stata infatti eseguita l'autopsia sul corpo della sessantaseienne per fare chiarezza su quanto accaduto. Il dottor Alberto Furlanetto dovrà ora studiare le cinque cartelle cliniche sequestrate per ricostruire cosa è stato fatto nel mese di ricovero durante il quale la donna è stata anche sottoposta a diversi interventi chirurgici. L'anatompatologo avrà ora sessanta giorni di tempo per depositare le conclusioni sul tavolo della Procura.
Si tratta di un primo importante tassello per risolvere il giallo della morte di Elda Tandura, deceduta a 66 anni nella notte tra lunedì e martedì scorso dopo un lungo ricovero in ospedale. Al momento c'è un indagato: si tratta di Luca Furlan, quarantanovenne di Preganziol, e l'ipotesi di reato è di maltrattamenti aggravati dalla morte. L'uomo, difeso dall'avvocato Alessandra Nava, è stato sentito nei giorni scorsi dal magistrato che coordina l'indagine e si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Una scelta inevitabile, era impossibile sostenere un interrogatorio fissato solo il giorno prima, a un mese dai presunti fatti che gli vengono contestati», ha spiegato il legale.
È stato anche posto sotto sequestro l'appartamento di via Caprera a Vittorio Veneto dove viveva la Tandura. Nei prossimi giorni arriveranno i carabinieri del Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) per effettuare i rilievi e dare la caccia a tracce che possano corroborare l'ipotesi d'accusa avanzata dalla procura che, nel frattempo, dopo aver ordinato il sequestro delle cartelle cliniche ha disposto l'audizione di possibili testimoni in grado di riferire le confidenze dell'ex insegnante: saranno sentiti medici ed infermieri, che sono stati a contatto con la donna, nell'ultimo mese di ricovero, prima della morte, ed i vicini di casa.
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