Troppo alto il prezzo Nessuno compra villa Rietti Rota

Motta di Livenza, deserta la prima asta a 5,6 milioni di euro Secondo tentativo a giugno, poi via al ribasso del 10%
Di Gloria Girardini

MOTTA DI LIVENZA. Niente da fare per Villa Rietti Rota. Dopo essere stata messa all’asta, nel febbraio scorso, nell’ambito di un progetto di valorizzazione di diversi compendi immobiliari di proprietà della Regione Veneto, la villa di Motta di Livenza non trova acquirenti. Alla scadenza del primo tentativo di asta, scaduto qualche giorno fa, nessuno si è fatto vivo: troppo alta la quotazione – 5,6 milioni di euro – e nessun interesse da parte del mercato.

La prestigiosa struttura, di epoca rinascimentale, è caduta in disuso da anni, dopo un lavoro di restauro costato due milioni e mezzo di euro. La villa con la barchessa, grazie ai lavori fatti, potrebbe essere adibita a: ristorante, albergo, sala congressi o ad uffici.

Villa Rietti Rota possiede una storia di quasi mezzo millennio, è stata eretta nel 1580 a Villanova, frazione di Motta di Livenza, dal nobile Filippo Filippi. Nel corso dei secoli è passata tra le mani di molte famiglie nobiliari ed è stata teatro degli avvenimenti storici del 900 che hanno segnato violentemente queste terre, durante la Prima Guerra Mondiale era stata adibita ad ospedale militare austriaco, mentre durante il secondo conflitto era stata razziata dalle truppe tedesche di passaggio.

La villa nel 1928 divenne proprietà della famiglia Rietti Rota, di cui porta il nome, che la restaurò e la tenne fino al 1972, anno in cui fu acquistata dall'ente nazionale Tre Venezie diventato più tardi Veneto Agricoltura della Regione Veneto, azienda regionale per i settori agricoli e forestali, attualmente in liquidazione.

La struttura è inserita all'interno del catalogo generale dell'Istituto regionale per le Ville Venete, oggetto di interesse culturale, possiede uno splendido parco con alberi secolari a ridosso dell'argine del fiume Livenza, è circondata da annessi rustici, come le barchesse e da una chiesetta dedicata a Sant'Anna. Le varie strutture si trovano in discrete condizioni manutentive, agibili e arredate, immediatamente utilizzabili per una superficie complessiva di 19.625 mq, 1.613 mq occupati dai fabbricati, 820 dal piazzale pavimentato in cotto e i restanti dal paro, dal parcheggio e viabilità interna.

Le offerte dovevano essere presentate alla Regione entro mezzogiorno del 3 maggio, ma nessuna offerta è stata fatta. Già bandito un secondo tentativo di asta, la cui scadenza questa volta è il 14 giugno. Analoga la base d’asta: 5 milioni e 650 mila euro. Qualora la seconda asta dovesse andare deserta la Regione Veneto potrà promuoverne una terza con una riduzione di prezzo pari al 10% del valore di stima del bene, in modo da rendere più appetibile l'offerta. Ma difficilmente, di questi tempi, si affaccerà un compratore.

Dieci anni fa, al termine del restauro milionario, la villa fu riaperta alla presenza dell’allore vice governatore della Regione Luca Zaia. Furono raddoppiate le camere della foresteria, che attualmente sono 29, e ampliate le sale ristorante, con una nuova da centotrenta coperti. Ma nonostante il lancio e la volontà di darne un profilo alberghiero, nulla funzionò. E l’intero compendio immobiliare ha imboccato la via del declino e dell’abbandono.

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