Motta, si impicca dopo la protesta anti profughi

MOTTA. Tutto in pochi giorni. Prima l’apertura della pizzeria in piazza a Malintrada nei locali dell’ex albergo “Dalle Nogare” di Motta di Livenza. Poi l’arrivo di 16 profughi da ospitare nelle stanze della struttura ricettiva. Alla fine, l’infuriare delle polemiche dei residenti. Ieri pomeriggio, il gestore della pizzeria “La Fenice”, vincitore del bando della prefettura per l’accoglienza dei migranti, il rumeno Iulian Claudiu Diaconu, è stato trovato privo di vita, appeso ad una corda, all’interno del suo locale. Il triste ritrovamento è stato fatto da un dipendente, un pizzaiolo nordafricano, che non ha potuto fare altro che chiamare i carabinieri della stazione di Motta.
La tragedia è stata scoperta poco dopo le 17 di ieri. Diaconu era arrivato poco prima, come sempre, per avviare il lavoro in vista dell’apertura serale del locale. È stato il suo pizzaiolo a scoprire la tragedia che si era consumata poco prima. Il dipendente ha trovato Diaconu, un rumeno originario di Constanta, residente a Gemona, privo di vita. Il suo corpo era appeso ad una corda legata ad una trave di una delle stanze nel retro della sala.
Del fatto sono stati immediatamente avvisati i carabinieri della tenenza di Oderzo e della stazione di Motta che fino a sera hanno effettuato i rilievi all’interno della pizzeria per chiarire la dinamica del tragico evento. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del reparto scientifico. Soltanto verso le 20.30 la salma del ristoratore rumeno è stata rimossa.
Diaconu era finito al centro delle polemiche, nei giorni scorsi, per la questione dell’ospitalità ai migranti. Dal 26 settembre scorso aveva preso ufficialmente in gestione i locali dell’ex albergo “Dalle Nogare” di piazza Zornitta a Malintrada, di proprietà della famiglia Andretta, imprenditori del settore alimentare, grazie all’intermediazione di un’agenzia immobiliare di San Polo. Il suo progetto non era soltanto quello di avviare una pizzeria, nei locali al piano terra ma anche di sfruttare gli alloggi dell’ex albergo. Come? Dando ospitalità ai profughi. Non a caso aveva risposto al bando della Prefettura di Treviso per ospitare i migranti ed aveva ottenuto il via libera per alloggiarne 16.
Lunedì pomeriggio, erano arrivati i primi profughi a bordo di un pulmino e a Motta era scoppiata la bufera. All’indomani, martedì sera, 200 cittadini avevano partecipato ad un sit-in di protesta contro l’arrivo dei profughi. Inevitabile anche le polemiche politiche con il sindaco Paolo Speranzon che s’era lamentato per non essere stato informato per tempo dal prefetto Lega dell’arrivo dei migranti, chiedendo inoltre controlli sanitari ed un’adeguata vigilanza.
Ieri pomeriggio, l’inatteso epilogo della vicenda.
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