Domani e domenica i riti pasquali

Dallo «scisma» degli Anni Sessanta al ruolo di Albino Luciani, allora vescovo

SARMEDE. È Pasqua, il primo maggio. La Pasqua ortodossa. La piccola comunità di Montaner celebra in questi giorni la Passione e nella notte di domani, dalle 23 alle 3 del mattino, festeggerà la risurrezione. Le solenni cerimonie sono presiedute da padre Athenagoras, presso il monastero femminile che accoglie 4 monache, 2 greche e 2 dell'Est europeo.

Dal 1995 la parrocchia fa parte della Sacra arcidiocesi d'Italia e di Malta, con a capo il metropolita Gennadios, che ha sede a Venezia. «Non abbiamo più nessun legame col passato» tiene a dire il parroco, prima ancora che gli chiediamo della vicissitudini vissute dalla comunità a livello gestionale, quando la parrocchia era autonoma. Una cinquantina i fedeli rimasti del gruppo dei fondatori, circa 350. Quando l'allora vescovo monsignor Albino Luciani, a metà degli anni '60, decise di inviare altrove il cappellano don Antonio Botteon, alla morte dell'arciprete don Giuseppe Faè, figura storica di partigiano, anziché di nominarlo successore, metà paese si ribellò, murò per protesta la porta d'ingresso della Chiesa e scelse di farsi ortodosso. Un vero e proprio scisma, insomma. Per 30 anni la situazione è rimasta tesa, con l'arrivo dell'ortodossia ufficiale il clima è invece cambiato radicalmente. «Oggi abbiamo ottimi rapporti con i cattolici, sia con la parrocchia che con la diocesi di Vittorio Veneto» conferma padre Athenagoras. Tra i fedeli c'è il sindaco di Sarmede Larry Pizzol, che è la personificazione delle ottime relazioni tra le diverse componenti del Comune. La parrocchia è diventata, con la sempre più numerosa presenza di immigrati cristiani ortodossi, il loro punto di riferimento per tutto il Veneto Orientale e il Friuli occidentale, Quassù a Montaner arrivano a pregare macedoni, ucraini, moldavi, tanto che gli ambienti parrocchiali stanno diventando sempre più piccoli. Dopo l'incendio della chiesa, infatti, la comunità sta cercando un'altra collocazione per il nuovo edificio di culto e per il monastero, magari in un contesto ambientalmente più consono. La prima chiesa, infatti, è stata voluta proprio davanti a quella cattolica per segnare la contrapposizione. Il papa di questi è il patriarca Bartolomeo, con il quale Francesco intrattiene ottimi rapporti; è stato insieme tra i profughi a Lesbo. E questo aiuta parecchio anche l'integrazione a Montaner, dove a seguire le ricche liturgie della settimana santa ortodossa intervengono anche cattolici. Questa sera, venerdì santo, alle 19.30 è in programma la processione, dopo i vesperi, con l'epitaffio. Sabato, dalle 23, la solenne liturgia pasquale, mentre la domenica di Pasqua ci sarà soltanto il vespero dell'amore, alle 11.30.

Francesco Dal Mas

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