Resana, molestie a un ragazzino sessantenne a processo

RESANA. Lo aveva invitato a una biciclettata alle sorgenti del Sile per chiacchierare. Il tutto toccandogli il petto con fare ambiguo: ma la proposta equivoca e l'offerta di denaro hanno fatto impaurire un ragazzino di tredici anni. Questi ha raccontato tutto ai genitori, che poi si sono rivolti ai carabinieri. E il piano del sessantenne è andato a monte e ora si trova a processo con l’accusa di adescamento di minore a scopo sessuale, reato che prevede una pena fino a tre anni di carcere.
Il fatto risale all’inizio del 2013 a Resana. Il ragazzino se ne stava all’esterno di un bar, quando all’improvviso è stato avvicinato dall’uomo che con fare ambiguo ha cominciato a chiacchierare con lui. Poi l'invito: «Che dici ci troviamo ai giardinetti e poi andiamo in bicicletta insieme alle sorgenti del Sile, così parliamo con più tranquillità?».
Il tredicenne rimane basito alla domanda da parte di una persona che ha appena conosciuto. Ma soprattutto alla successiva che inequivocabilmente gli rende chiare le intenzioni dell'uomo: «Hai già fatto lo sviluppo?» , gli chiede a bruciapelo, stringendogli con le dita un capezzolo e promettendogli dei soldi se andrà con lui, poche decine di euro. Il ragazzino, comprensibilmente turbato, scappa via. Si rifugia a casa. E prende la decisione di raccontare tutto ai genitori. Mamma e papà non perdono tempo. Il padre, dopo una sommaria descrizione dell'uomo, esce di casa per cercarlo. Ma non lo trova. Allora si recano dai carabinieri. Il caso viene preso in considerazione, onde evitare che altri coetanei del ragazzino possano incappare nella stessa trappola. Partono le indagini condotte dal luogotenente Antonio Currò che in breve riesce a risalire all'identità del sessantenne, a fermarlo e a interrogarlo. Dapprima l'uomo nega tutto, dice di essere stato al mercato di Camposampiero quel giorno. Poi invece dice di conoscere il tredicenne. Ma le domande si fanno sempre più stringenti, i militari gli dimostrano che invece è stato visto chiacchierare insieme al ragazzino. «Ma non l'ho toccato!», esclama, senza che nessuno gliel'abbia chiesto.
Una giustificazione che di fatto diventa un’autoaccusa. Purtroppo i riscontri dei carabinieri hanno fatto emergere che questo non sarebbe il primo tentativo dell'uomo di entrare in contatto con minori di undici-tredici anni. L'uomo, sposato con figli, è conosciuto in paese e pare abbia lavorato in contesti che vedevano la presenza di ragazzini. Immediata la denuncia per adescamento, accusa con la quale ieri l’uomo si è seduto sul banco degli imputati.
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