Assalti ai videopoker, in cella il figlio del nomade ucciso dal benzinaio Stacchio

Alan Cassol era uno dei capi della banda: a segno almeno una decina di colpi
I vertici dell'Arma di Treviso durante la conferenza stampa
I vertici dell'Arma di Treviso durante la conferenza stampa

TREVISO. Un commando di sette giovani giostrai, specializzato nei colpi alle sale slot e ai videopoker dei bar, è finito in cella, all'alba su ordine di custodia cautelare emesso dal giudice delle indagini prelimnari del tribunale di Treviso con l'accusa di associazione per delinquere finalizzato ai furti negli esercizi pubblici e di automobili.

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Tra l'Epifania e il 3 marzo scorso, in poco meno di due mesi, il commando ha messo a segno una decina di colpi in bar e sale slot disseminate nella Marca, in particolare tra il Coneglianese e la Castellana.

Tra le persone finite in cella c'è anche Alan Cassol, 18 anni di Fontanelle, figlio di Albano, il bandito ucciso il 3 febbraio scorso dal benzinaio Graziano Stacchio, dopo un colpo fallito in una gioielleria a Ponte di nanto, nel Basso Vicentino.

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Gli altri giostrai arrestati sono Matteo Zilli, 20 anni, arrestato a Lavis (Trento) dove avrebbe dovuto partecipare ad una fiera con una bancarella di zucchero filato, Nicolls Garbin, 20 anni, Michele Garbin, 23 anni, Denis Maronese, 20 anni, Nicholas Floriani, 20 anni, e Giacomo Zolini, 33 anni. Sono stati perquisiti una ventina di campi nomadi nella Marca e sequestrate due pistole giocattolo, oltre a 3000 euro di monetine da 1 o 2 euro, frutto dei furti durante gli assalti ai videopoker.

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