Ucciso dopo la rapina, la vittima è un nomade di Fontanelle

È stato identificato il bandito rimasto ucciso nel tentativo di rapina ad una gioielleria nel vicentino. Si tratta di un nomade 41enne, Albano Cassol
Albano Cassol, l'uomo ucciso dopo il colpo in gioielleria
Albano Cassol, l'uomo ucciso dopo il colpo in gioielleria

È stato identificato il bandito rimasto ucciso nel tentativo di rapina ad una gioielleria nel vicentino. Si tratta di un nomade 41enne, Albano Cassol, nato a Vicenza ma residente a Fontanelle. Lo ha comunicato il Procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri. Il magistrato ha confermato inoltre l’inscrizione nel registro indagati, come atto dovuto, di Graziano Stacchio, il benzinaio che ha esploso alcuni colpi di fucile contro i banditi.

Cassol è morto nell'assalto di un commando criminale ad una gioielleria di Ponte di Nanto, nel Basso vicentino, culminato con una sparatoria tra i banditi e un testimone. Poco dopo le 18.30 di ieri si erano preparati in cinque per il remake di un colpo che due anni fa aveva fruttato nella stessa gioielleria Zancan un milione di euro. Il piano prevedeva l'ingresso di un malvivente nel negozio a fare da apripista ai complici e quindi la razzia.

Ma le cose sono andate storte per i banditi a causa della prontezza di riflessi della commessa che, insospettita dai movimenti, ha bloccato la bussola d'ingresso. La mossa ha spiazzato i cinque assalitori che hanno provato a sfondare le vetrine a colpi di mazza fino a che dal vicino distributore di benzina il gestore del punto Eni ha imbracciato il fucile e sparato un primo colpo in aria. Feroce la reazione del commando che, giratosi, ha risposto al fuoco con armi lunghe, forse kalashnikov e pistole. Il benzinaio avrebbe allora abbassato la mira premendo nuovamente il grilletto.

Saliti su una Renault Laguna i criminali sono fuggiti verso sud andandosi però a schiantare circa duecento metri dopo contro un semaforo e la spalletta di un ponte, mentre affrontavano una curva ad angolo retto a sinistra. Tutti sono scesi dall'auto tranne l'uomo al volante, rimasto riverso senza vita. I suoi complici sono scesi armi in pugno minacciando quanti erano attorno e sono corsi a recuperare un'Audi A8 che avevano lasciato poco lontano. Non è escluso che l'autista, che è stato colpito da un proiettile, proprio per questo possa aver perso il controllo della vettura. L'uomo è stato trovato dai carabinieri riverso nell'auto, rubata un mese fa a Padova, in una pozza di sangue, con il passamontagna ancora calato sul volto e privo di documenti.

Gli investigatori mantengono uno stretto riserbo sulla vicenda: non sarebbe ancora possibile stabilire se a ferire il malvivente sia stato un colpo di fucile esploso dal benzinaio o se l'uomo sia stato vittima del "fuoco amico" durante la sparatoria seguita al tentato colpo. Il benzinaio è stato portato nella caserma dei carabinieri a Vicenza. Al momento dell'incursione in negozio era presente solo la commessa che ha avvertito il titolare al lavoro nell'attiguo laboratorio. L'uomo si è precipitato davanti al negozio ma non si sa ancora se anche lui sia stato protagonista del conflitto a fuoco.

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