A Porta Cadore una cabina telefonica diventa biblioteca

VITTORIO VENETO. A Porta Cadore nasce la prima biblioteca di strada. Una vecchia cabina telefonica sostituisce i classici scaffali di una libreria. Si va dai classici Dostoevskij, Stoker e Tolstoj,...
Borghesi Serravalle ex cabina telefonica trasformata in biblioteca di strada
Borghesi Serravalle ex cabina telefonica trasformata in biblioteca di strada

VITTORIO VENETO. A Porta Cadore nasce la prima biblioteca di strada. Una vecchia cabina telefonica sostituisce i classici scaffali di una libreria. Si va dai classici Dostoevskij, Stoker e Tolstoj, fino ad autori contemporanei. Chiunque si trovi in via Caprera, sul lato della piazzetta di Porta Cadore può aprire la porta della cabina prendere un libro, leggerlo, sostituirlo o riportarne uno proprio. Il progetto si deve al comitato "Tutti in strada in via Caprera" che da tempo cerca di rivitalizzare con manifestazioni la storica via del quartiere nord della città. L’idea è nata tra uno scambio tra vicini di casa. «Una mattina uscendo di casa trovo sulla porta un quotidiano e un libro», racconta Sonia Santin che vive nella storica via Caprera, «la stessa cosa si ripete il giorno seguente e quello dopo ancora. I libri erano dono del mio vicino di casa, Stefano Spinato che abitava da sempre al numero 53 di via Caprera.Negli ultimi giorni della sua vita aveva scelto la strada come luogo d’incontro, i libri come tramite per annodare relazioni». Da quel gesto è così partita la biblioteca di strada. All’inizio solo qualche libro, ma giorno dopo giorno si è arricchita. Ora conta oltre un centinaio di titoli.  Tra poco sarà dotata di timbri per i volumi e di un block notes per suggerimenti. «La biblioteca non è solo una proposta culturale», fanno sapere dal quartiere, «ma è intimamente connessa con i suoi abitanti».

La città si arricchisce così di nuovi e inediti pezzi di storia.  Più a sud nella piazzetta di Salsa è nata l'idea di una lavagna, una sorta di tazebao che raccoglie i pensieri quotidiani di chi passa o del borgo. Un’altra risposta spontanea alla voglia di relazioni sociali che vadano oltre facebook e che aiutino a vivere meglio il proprio quartiere.

Francesca Gallo  

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