Abbazia di Sant’Eustachio c’è un piano di restauro

NERVESA. Entro febbraio il sindaco Fabio Vettori intende pubblicare il bando per il recupero dell'abbazia di Sant'Eustachio a Nervesa. Nei giorni scorsi si è recato alla Sovrintendenza per concordare il bando d'appalto per il restauro dell'antica Abbazia di Sant'Eustachio. «Vogliamo fare le cose a puntino e quindi stiamo concordando il tipo di bando con la Sovrintendenza» spiega il sindaco Fabio Vettori «il progetto di restauro c'è già, è quello approvato dalla Sovrintendenza, per fine febbraio conto di pubblicare il bando e poi confidiamo di trovare chi si faccia avanti».
Il modello sarà quello del project financing: sarà un privato a dover intervenire e in cambio dell'investimento avrà la gestione dell'Abbazia per un determinato numero di anni. «Noi confidiamo che ci sia qualche privato sensibile interessato ad intervenire per restaurare l'abbazia» precisa il sindaco «in cambio ne avrà la gestione per un certo numero di anni, ma l'Abbazia rimarrà anche in questo periodo di uso pubblico». Non sarà certo un intervento di poco conto quello da fare, dato che il progetto prevede lavori per 1 milione e 600mila euro.
«Però se si attendono ancora anni prima di intervenire» dice Fabio Vettori «rischia di deteriorarsi del tutto quello che è rimasto». L'Abbazia di Sant'Eustachio era un monastero benedettino soppresso nel Cinquecento e oggi in rovina. I resti sorgono sulle pendici del Montello. Tra il Cinquecento e il Seicento l'abbazia era stata un importante polo culturale. Qui vennero ospitati, tra gli altri, Pietro Aretino, Giovanni Della Casa (che vi compose il noto Galateo) e Gaspara Stampa. Dopo la Rotta di Caporetto, l'edificio si era trovato in prossimità del fronte del Piave e aveva subito pesanti danneggiamenti. Le rovine, lasciate all'incuria, erano state in passato rivalorizzate grazie ai finanziamenti dell'Unione Europea. Ma adesso serve un altro corposo intervento di restauro. (e.f.)
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