«Santa Caterina, sala ipogea dimenticata»

«Ma qual è la logica che guida l’amministrazione Manildo nella ristrutturazione di Santa Caterina? Mi risulta che la valorizzazione del complesso in vista della mostra di Goldin non comprende la sala ipogea, che era il gioiello del restauro. Ma allora che senso ha avuto investire tanti soldi in quei lavori?».
Si sfoga, non senza amarezza, l’ex assessore alla cultura Vittorio Zanini. «Vogliamo dire le cose come stanno? Di fatto la sala ipogea non viene considerata per i troppi problemi che ancora l’affliggono, mi dicono ci siano ancora infiltrazioni», puntualizza l’ex assessore, «e la conferma è che Goldin punta tutto sulle due sala Foffano, sui due piani. Non vorrei che addirittura sia stata la carenza di spazi adeguati a indurlo a modificare in corso d’opera il suo progetto di mostra...».
Zanini, che oggi fa riferimento ad Area Popolare, critica fortemente la gestione del complesso: «La sensazione è che davvero l’operazione di riqualificazione porti una sensibile riduzione degli spazi a disposizione, con l’ex refettorio e la sala Coletti destinate ad altro. Aggiungiamoci che nell’ex chiesa non si può far nulla...», conclude, «resta tutto il pasticcio sulla sala ipogea: era il fiore all’occhiello del restauro, ora i turisti non la vedranno nemmeno. La ristrutturazione andava finalizzata lì, e c’erano competenze e risorse pronte, per conciliare le istanze di Goldin, delle grandi mostre, e la storia del restauro di Santa Caterina».
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