I tecnici smontano il quarto lotto

Errori nei raggi di curvatura, un innesto sulla Feltrina che comporterà nuove spese, pendenze che lasciano molte perplessità. Mercoledì sera Fabio Torta e Tito Stefanelli, ingegneri dello studio milanese Trt, incaricato dal Comune di studiare il progetto di Veneto Strade, hanno smontato il tracciato del quarto lotto della tangenziale. Davanti a un centinaio di persone all’auditorium delle Stefanini hanno elencato pregi e difetti dell’opera, dopo solo un primo screening del progetto, visto che l’incarico di Ca’ Sugana è recentissimo.
«I raggi di curvatura e alcuni piani altimetrici non rispettano la normativa. Ma soprattutto l’intersezione sulla feltrina, prevista a raso con una rotonda ovale», ha spiegato Torta, «non consente in un secondo momento il prolungamento delle tangenziale. Per farlo servirebbe spendere altri soldi sull’innesto, per rifarlo». Tutti errori che sembrano avere una sola madre: l’Iperlando. L’innesto sulla Feltrina era stato infatti previsto, com’è noto, nel punto in cui ha aperto l’Iper; in seguito Veneto Strade l’ha quindi postato.
La motivazione addotta è sempre stata quella che il tracciato era cambiato per adeguarsi ad alcune normative, «ma in realtà erano già cambiate da tempo, e comunque oggi non le rispetta», hanno ribadito i tecnici. Tra l’altro il tracciato del quarto lotto che a Monigo ritenevano meno impattante era proprio quello previsto prima dell’apertura dell’Iperlando. «Allora perché non si pensa di abbattere il supermercato, visto che con l’altro tracciato si dovrebbero tirar giù alcune case?» è la provocazione di uno dei residenti di Monigo. Il sindaco Giovanni Manildo ha rimandato la decisione sul tema, e anche sullo spostamento del tracciato, «siamo qui per raccogliere le domande dei cittadini. Le stesse che ci poniamo noi. Il lavoro con i tecnici è appena iniziato. Ci prenderemo tutto il tempo che ci serve, non accettiamo ultimatum», ha ribadito.
La Trt sta ipotizzando uno spostamento dell’intersezione con la Feltrina più a nord, «ma non è detto che sia possibile» hanno puntualizzato. Il consigliere comunale Gianmario Bozzo non ha mancato di fare un accenno alla situazione ambientale, «non bisogna dimenticare il contesto in cui si sta decidendo quest’opera, con una società, Veneto Strade, legata ad un ex assessore (Renato Chisso) oggi in soggiorno obbligato». Ma all’auditorium è andato in scena lo scontro tra i residenti di Monigo e di San Giuseppe, i primi che del quarto lotto non vogliono nemmeno sentire parlare, i secondi che invece non aspettano altro che la sua realizzazione.
Federico Cipolla
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