Statua dell’alpino, bufera e caso politico

Statua dedicata agli alpini, scoppia la polemica. Alla notizia che il monumento in bronzo opera dello scultore Balljana verrà inaugurato sulle mura nel febbraio 2013, ossia a soli due mesi dalle prossime elezioni comunali, le opposizioni consiliari - e non solo loro - gridano allo scandalo: «Una mossa ad effetto dell’“alpino” Gentilini per accaparrarsi consensi alle urne». Ma gli alpini del capoluogo, tempestati ieri dalle telefonate, non tutte di consenso, e autori dell’iniziativa, mettono le mani avanti: «Non c’è alcun collegamento politico tra la statua e le elezioni: è solo un nostro omaggio al Comune in occasione del centenario della morte di Tommaso Salsa e della nascita di Reginato, che cadono nel 2013», scandisce il capogruppo Ana Salsa, Adriano Giuriato, «tanto più che è da tre anni che stiamo lavorando al progetto».
Sono stati i tre gruppi cittadini Ana (Salsa, Reginato e centro) a mettere in cantiere il progetto: affidare allo scultore Carlo Balljana (già autore di un’altra statua per le mura: la portatrice di latte) l’incarico di realizzare una statua alta due metri, in bronzo, per celebrare le penne nere. Idea partita tre anni fa che avrebbe dovuto vedere la luce per il raduno del 2011, ma le penne nere non avevano i soldi necessari: tra progetto, fusione e compenso all’artista, servivano circa 100 mila euro. Ma poi è spuntato uno sponsor, l’industria Vidori di Vidor, e così negli ultimi mesi c’è stata un’accelerazione. Lunedì scorso il vicesindaco Gentilini, il sindaco Gobbo e Giuriato sono andati a vedere il bozzetto, piaciuto a tutti, tanto che c’è stato il via libera per la fusione. Gli alpini hanno deciso di inaugurare l’opera il prossimo febbraio, appunto per i centenari di Salsa e Reginato, collocandola ai piedi delle mura, altezza varco Caccianiga.
Anche Carlo Balljana, lo «scultore del vento», allontana letture elettoralistiche dall’inaugurazione, che pure aleggiano per il parallelo insistentemente tracciato tra Gentilini e gli alpini ad opera dello stesso Sceriffo, che automaticamente diventa spesso un parallelo alpini-Lega, dimenticando così che le penne nere sono assolutamente trasversali e apolitiche.
«I gruppi alpini del capoluogo», dice Balljana, «sono venuti tre anni fa da me, a Sernaglia, per commissionarmi l’impresa, chiedendomi un’opera che raffigurasse i sacrifici dei nostri alpini. E infatti ho progettato un alpino con il mantello sotto la bufera di neve e vento di tramontana. Sono passati tre anni da allora perché ero impegnato con il Vaticano per il reliquario che doveva contenere l’ampolla con il sangue di Papa Giovanni II. Ora però tutto è pronto per la fusione in bronzo e cera persa, metodo Cellini».
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