Quando diceva: «No , alla Juventus mai»
Da ragazzino gli avevano affibbiato il soprannome di «Gigi Peseggia», anzi, gigipeseggia in una parola da pronunciare intera - e quella trattativa con la Juve rischiò pure di arenarsi: i genitori piangevano e lui sembrava irremovibile: «Manco morto ci vado», diceva allora il giovanissimo Gigi.
Passarono pochi minuti e cambiò idea: passò dal Padova alla Vecchia Signora per un miliardo di vecchie lire. Accadde tutto all'ultimo giorno del mercato e la firma arrivò quasi sul filo di lana. Correva l'estate del '92: la sua vita svoltò.
A svelare aneddoti sulla carriera di Sartor, è Loris Fincato, 69 anni, memoria storica del Padova, all'epoca responsabile del settore giovanile biancoscudato.
La famiglia dell'ex caciatore oggi in cella per l’inchiesta sul clacioscommesse nativo di Treviso - è originaria di Peseggia, frazione di Scorzè, provincia di Venezia: per questo lo chiamavano tutti «Gigi Peseggia» e da quelle parti aveva mosso anche i primi passi di una fulgida carriera, che lo vide indossare poi le maglie di Vicenza, Inter, Parma e Roma.
Ma aveva praticato pure atletica, specialità 100 metri, eccellendo ai Giochi della Gioventù. «La velocità è sempre stata un suo punto di forza. Al di là dei piedi magari ruvidi, era formidabile nello stretto. Lo ricordo anche come un ragazzo un po' insicuro, voleva sentire sempre il parere degli altri» – ricorda Fincato.
Alle giovanili del Padova, approdò nell'88: conquistò lo scudetto con i Giovanissimi, poi con gli Allievi nazionali, si fermò invece in semifinale, quando fu l'Inter a sbarrare la strada ai baby biancoscudati. Allenatore di quelle compagini era Maurizio Viscidi, che poi guiderà le giovanili del Milan e- guarda il destino .- lo stesso Treviso nella stagione 2001-2002.
Sartor viveva nella foresteria, il cui responsabile era Carlo Sabatini, futuro tecnico del Padova.
Le strade di Sartor e Alex Del Piero si incrociarono proprio negli Allievi: il campione di San Vendemiano è del '74, un paio di mesi in più di Sartor. In quella squadra c'era pure Andrea Boscolo, che poi vestirà la casacca del Treviso.
Ma torniamo alla benedetta trattativa con la Juve: ultimo giorno di mercato, dg e ds bianconeri erano Bendoni e Governato, il compianto Piero Aggradi era invece il ds del Padova. «“Bisogna chiudere per le 19, senti il ragazzo e i genitori”, mi dissero poche ore prima. “No, alla Juve non ci vado manco morto”, ci rispose Sartor. Provai convincerlo: “Sono treni che passano una volta nella vita”. Ore 18.30: Gigi si presentò al box del calciomercato, accompagnato dai genitori in lacrime, temendo di trovarsi il pargolo lontano da casa. Mi disse di voler rifiutare. Passò neanche un minuto e firmò». Contratto depositato in extremis. (ma.to.)
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