Velodromo, cantiere fermo serve la spinta del tribunale

i primi nodi del 2020: il caso del tondino 
zago agenzia fotofilm spresiano cantiere velodromo mosole
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SPRESIANO. Tutto desolatamente fermo nell’affaire-velodromo: il 2020 imprimerà la svolta? Il cantiere del tondino di Lovadina - in origine l'inaugurazione era prevista nella primavera dell'anno in arrivo, in tempi utili per ospitare la preparazione olimpica dei pistard azzurri - è chiuso da inizio agosto per i guai finanziari di Pessina Costruzioni, vincitrice del bando federale. La palla è in mano al giudice fallimentare del Tribunale di Milano: dopo aver beneficiato della proroga, l’azienda lombarda aveva presentato, lo scorso 21 novembre, la documentazione per il piano industriale, passaggio obbligato dalla richiesta di concordato preventivo depositata a fine luglio. Il destino dell’opera - a oggi, la tristezza di un’incompiuta - dipenderà dal pronunciamento del giudice: molto probabile che in gennaio si avrà una risposta. Fra le ipotesi che hanno tenuto banco negli ultimi mesi, c’è la possibile cessione in affitto di un ramo d’azienda, nella fattispecie “La Velodromo srl”, la società creata ad hoc da Pessina per la costruzione e gestione del primo velodromo italiano in grado di ospitare, potenzialmente, Olimpiadi e Mondiali. Questa strada potrebbe beneficiare del decreto sblocca-cantieri, varato al precedente esecutivo: permetterebbe di far leva su una procedura accelerata per il bando e l’attesa per i vari adempimenti burocratici non si amplierebbe a dismisura. Un’ipotesi che imporrebbe un ruolo di protagonista alla Presidenza del Consiglio, considerato che il velodromo deve essere costruito con fondi pubblici: i 27 milioni di euro della Finanziaria 2017. —

M.T.

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