Treviso: son fuggiti anche “i lombardi”

Comunque finisca l’ennesimo progetto di cordata-salvataggio dell’ex presidente Corvezzo, per il Treviso non è finita soltanto la trattativa con Zanetti. La società biancoceleste al di là delle facili ironie, è davvero stata al centro dell’attenzione di una società lombarda, ma quest’attenzione s’è spenta esattamente per lo stesso motivo che pare sia stato fatale all’offerta del tycoon del caffè: la verità dei conti e quindi la pesante realtà debitoria.
Una trattativa di vecchia data, quella lombarda, che è riemersa quasi in contemporanea a quella di Massimo Zanetti. A rappresentare questo gruppo è stato l’avvocato Valentino Paternostro, che spiega: «L’interessamento di questo gruppo, che fa capo a una società della grande distribuzione lombarda era iniziato già a dicembre, ma si era arenato con le vicende che avevano portato al blitz del gruppo All Sport ai danni di Corvezzo». «Ma l’offerta è rispuntata non appena Zanetti s’è fatto avanti e s’è capito che la vendita era cosa possibile».
Si dice che al centro dell’interesse ci fosse solo di... sguincio la società calcistica. Si dice che l’interesse principale fosse per l’area Tenni e per la costruzione di un nuovo stadio, con annessi e connessi, tra Villorba e Treviso. Insomma: in nome di un possibile guadagno, si era pensato di farsi carico della salvezza del Treviso, che, viste le vicende dall’ultimo anno, si può anche chiamare rinascita».
Insomma, il Treviso inteso come squadra, era incidentale. «Ma non si può dire nemmeno questo: con il progetto di riunificare prima e seconda divisione, c’era “polpa” anche da un punto di vista calcistico e l’operazione poteva avere una doppia valenza. Abbiamo preteso di vedere le carte e, grazie alla disponibilità di Banca Treviso, nella squisita persona del direttore Tartaglia, le abbiamo consultate».
«Purtroppo», conclude Paternostro, «consultati i bilanci, i soci della cordata si sono trovati davanti a una situazione debitoria più importante di quanto si credesse. Le richieste della banca per aggiustare i conti non gli attuali soci del Treviso calcio erano sproporzionate rispetto al nostro disegno e venerdì scorso abbiamo comunicato di non essere più interessato. Nulla da dire con Banca Treviso: ha fatto quello che doveva fare e ha preteso ciò che era giusto per lei. I conti del Treviso sono in dissesto ad opera di altri». (a.f.)
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