Italrugby travolta a Torino, il Sudafrica si impone 66-7

Una disfatta del genere è pesante sia nel risultato che per la prestazione collettiva deludente. Le fondamenta del piano di gioco e la tenuta difensiva, che dovevano ancorare gli Azzurri al match, si sono invece sgretolate in tempo record. Il Sudafrica è passato in vantaggio al quinto, su calcio di punizione, capitalizzato da Feinberg-Mngomezulu dopo un break di Hooker

Simone Varroto
La nazionale italiana di rugby resta a quota zero punti in classifica, prima delle sfide con Argentina e Fiji
La nazionale italiana di rugby resta a quota zero punti in classifica, prima delle sfide con Argentina e Fiji

Ci si aspettava di perdere con gli Springboks campioni del mondo, sabato 7 novembre a Torino, per quanto fiducioso potesse essere un appassionato di rugby italiano. Una disfatta del genere però, 66-7, pesante sia nel risultato che per la prestazione collettiva deludente, se la potevano immaginare solo i più scettici. I cui dubbi erano rivolti più che altro alla tenuta sulla lunga distanza dell'Italia di Quesada, arrivata alla fase autunnale del Nations Championship falcidiata dagli infortuni.

Le fondamenta del piano di gioco e la tenuta difensiva, che dovevano ancorare gli Azzurri al match, si sono invece sgretolate in tempo record. È questo che fa più male, alla Nazionale e ai suoi tifosi. Perché dopo venti minuti, sul 31-0 segnato dal capitano avversario Kolisi, la sfida si era già risolta in termini agonisitci. E fino all'intervallo, anche per i continui errori italiani, lo strapotere del Sudafrica è stato imbarazzante.

L'Italia ha retto inizialmente sul piano fisico, riuscendo grazie alla mischia e a una buona difesa in ruck a togliersi da un paio di situazioni spinose, concesse agli avversari per aver commesso in avanti sulla prima palla del match.

Il Sudafrica è passato in vantaggio al quinto, su calcio di punizione, capitalizzato da Feinberg-Mngomezulu dopo un break di Hooker. L'apertura degli Springboks ha quindi aperto la conta delle marcature - ben 9 - disegnando una linea di corsa a tagliare perfetta per bucare tra Garbisi e Nicotera, grazie a una finta, e sfuggendo poi al tentativo di placcaggio di Belloni con un tuffo acrobatico in bandierina.

Dopo l'exploit personale del numero 10 sudafricano è toccato al suo collega di regia prendere la scena. Da touche ravvicinata i campioni del mondo hanno creato l'occasione ideale per la meta di rapidità del guizzante mediano di mischia Van den Berg, bravo anche a tenere altissimo il ritmo del Sudafrica e non a caso premiato come Player of the match.

La macchina da guerra orchestrata da Rassie Erasmus ha quindi insisito sulle maul, trovando la terza marcatura con il tallonatore Malcom Marx in uscita dal drive e prendendosi il bonus a stretto giro in modo simile, stavolta con Kolisi. La già difficile situazione si è incupita velocemente per gli Azzurri, ormai in balia delle folate avversarie: al 25′ un break di Wiese ha ispirato la meta di Willemse, servito all’interno dal numero 8 sudafricano, quindi alla mezz'ora l’Italia è rimasta in 14 per un giallo ad Hasa (avanti volontario). E prima dell'intervallo ancora Marx ha firmato la doppietta personale, fissando sul tabellone dell'Allianz Stadium di Torino un 45-0 di metà gara pesante come un macigno.

L’Italia è tornata in campo gestendo meglio il possesso e facendosi sentire in mischia ordinata, senza però sfruttare un'occasione favorevole in attacco. Assorbito senza danni l'urto, è stato così il Sudafrica ad allungare ancora il vantaggio, segnando di forza con il pilone Louw.

Per gli Azzurri l'unica soddisfazione del match è arrivata a una ventina di minuti al termine, quando il padovano Ruzza, veterano del gruppo, ha siglato la sua prima meta con la maglia della Nazionale, in tuffo sulla bandierina sinistra perfettamente servito da un passaggio lungo di Varney. Il Sudafrica ha quindi completato l'opera con altre due marcature, di De Villiers su maul avanzante e con Hooker a tempo scaduto, per il 66-7 finale.

All'Italrugby non resta che rimboccarsi le maniche, dopo una scoppola simile, che rischia di ridimensionare ulteriormente le ambizioni azzurre nel Nations Championship. Con zero punti in classifica e alle porte le sfide con Argentina (sabato 14 a Genova) e Fiji (il 21 a Udine), o arriverà una reazione decisa oppure bisognerà acconterarsi di una mesta finale per 11° o 12° posto.

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