Ecco il Giro d’Italia 2027: percorso e altimetria delle tappe a Nordest

Svelate a Roma le tappe della Corsa Rosa. Tantissimo Nordest: si parte da Trieste, volata a Vo’ Euganeo, Cervignano al debutto

Antonio Simeoli, Inviato a Roma

Il Giro del derby tra le salite più dure d’Italia, Zoncolan e Mortirolo, della Cima Coppi Passo Gavia (sperando che la neve non crei problemi la terza settimana di maggio), dei 3.418,9 chilometri e 50.250 metri di dislivello, dei tre autodromi, dei sette arrivi in salita, delle tante volate e delle due cronometro, una in salita in Abruzzo l’altra piattissima a Milano. E, soprattutto, il Giro con tanto Nord Est.

La corsa rosa 2027 è stata presentata all’Auditorium Parco della Musica a Roma, dove l’edizione 110 finirà ancora per il quinto anno di fila. Sulle note del violinista triestino Pierpaolo Foti ecco svelato il Giro d’Italia con il primo spottone (meraviglioso) di oltre 5 minuti al Friuli Venezia Giulia, ancora una volta tra i gold sponsor della corsa. Scorrono le immagini delle più belle località della regione.

 

La partenza l’8 maggio a Trieste: tappa dall’ampio sconfinamento sloveno e finale con la salitella di Longera che potrebbe non tagliare fuori i velocisti a caccia della prima maglia rosa. La corsa torna in città dopo il gran finale 2014 e porterà all’inizio della stagione turistica estiva una grande visibilità e affari d’oro per i commercianti. Perché dal martedì precedente alla partenza il migliaio di persone, tra atleti, tecnici e addetti ai lavori farà base in zona con i corridori che gireranno a provare i vari percorsi.

E si, perché dopo la presentazione delle squadre in piazza Unità la sera del 6 maggio, e la grande partenza dell’8, la carovana si trasferirà in Slovenia per la seconda frazione, la Lubiana-Capodistria. Il sogno degli sloveni e’ di avere ai nastri di partenza re Tadej Pogacar, il nuovo Governo di Lubiana si e’ impegnato in prima persona per portare il Giro, ma difficilmente il campione rinuncerà al piano Tour-Vuelta -Mondiale. Poi, il 10 maggio, ecco la Cervignano-Possagno con la cittadina della Bassa sotto i riflettori rosa per la prima volta.

Il Veneto tornerà nell’ultima settimana del Giro con la Chiari-Vo’ Euganeo, altra volatona annunciata che stuzzica il friulano Jonathan Milan che avrà tanto pane per i suoi denti se deciderà di tornare al Giro.

Prima del ritorno a Nord est ecco due settimane intriganti. Volatona a Misano all’ autodromo Marco Simoncelli, omaggio a Michele Scarponi con la partenza da Filottrano verso il primo arrivo in salita di Sassotetto e primo snodo per i pretendenti alla maglia rosa finale nella cronoscalata di Campo di Giove sopra Sulmona.

Non ha pendenze impossibili, ma di quelle che potrebbero solleticare gente come il messicano Isaac Del Toro e il baby fenomeno francese Paul Seixas. Si’, all”ufficio casting” di RCS Sport, la società che organizza la corsa, al momento, sono loro i nomi cerchiati in rosso per un duello che potrebbe nobilitare una gara di tre settimane piena di trabocchetti. Gli italiani? A naso si punterà su Giulio Pellizzari (RedBull), ma dovrà crescere di rendimento nelle tre settimane.

Napoli sarà il punto più a sud, riposo a Roma dopo l’arrivo di salita di Monte Livata, Norcia, volata al Mugello e altra salita a Zum Zeri. Occhio questo arrivo in salita nella Lunigiana e’ tosto. Dopo la volata di Reggio Emilia attenzione: arrivo in salita a Piani di Bobbio dopo un bel po’ di salite del Giro del Lombardia, tra cui il santuario di Ghisallo (curiosità la frazione partirà dalla nuova arena del basket di Cantù’) e il giorno dopo la cronometro di 40 km dall’autodromo di Monza, tanto per chiudere il cerchio con i motori, a Milano domenica 23 maggio.

Provvidenziale l’ultimo giorno di riposo prima del tappone dell’Aprica con il totem Gavia (2618 Cima Coppi) tra le due scalate al Mortirolo, entrambe dal versante nobile di Mazzo in Valtellina. Non bastasse dopo la volatona di Vo’ Euganeo, ma occhio a una fuga da lontano, altra raffica di montagne in Trentino con arrivo non impossibile a Madonna di Campiglio.

Finita? No, perché questo Giro un corridore, anche se primo con minuto di vantaggio in classifica, non potrà dire di averlo vinto fino a sabato 29 maggio. Il giorno prima volata a Sacile preceduta dal passaggio a San Martino Colle Umberto, paese di nascita di Bottecchia nel centenario della morte del primo vincitore italiano del Tour. Poi, da Pordenone capitale italiana della cultura 2027, l’assalto allo Zoncolan.

È lo stesso finale della tappa del Giro 2010, quella che fu vista in tv in Italia da oltre 4 milioni di persone, ancora un record, con Passo Duron sopra Paularo e Sella Valcalda prima del l’assalito al Kaiser dal versante di Ovaro, 9 anni dopo l’impresa di Froome, 20 dopo la prima volta di Simoni. La Regione Friuli Venezia Giulia ha investito più di 8 milioni per il progetto-Giro.

Spunta il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga video collegato da Pordenone. È orgoglioso: « Il Friuli Venezia Giulia è come il Giro, ha forti radici sul territorio con la grande capacità di presentarsi al mondo». «I territori vengono straordinariamente raccontati dal Giro ed è qualcosa di esclusivo italiano. Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre diversità da esaltare».

Per la sua regione grande partenza e tappa decisiva, più un altro start di tappa e un arrivo, per un bel po’ di visibilità dalle Alpi al mare grazie alla diretta tv in quasi 200 paesi nel mondo.

Tornado al Kaiser della Carnia, un cordone di Alpini e volontari della Protezione civile accompagnerà i corridori nello stadio del ciclismo piu’ bello; 6 km di fila così pendenti (10,1 kmq totali e 11,9% di media) su una salita non ci sono da nessuna parte tra quelle del grande ciclismo, nemmeno ma per poco sul Mortirolo.

Per questo un campione saprà di aver vinto il Giro 2027 solo quando vestirà la maglia rosa sullo Zoncolan. Buon divertimento.

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