Treviso, prima vittoria in trasferta: Bove firma l’1-0 contro il Renate
Il Treviso conquista i primi tre punti in trasferta: a Novara decide il gol di testa di Davide Bove all’86’. Biancocelesti protagonisti di una grande prova

Una vittoria di cuore, una vittoria di muscoli. Il Treviso trova i primi tre punti lontani dal Tenni: a Novara, contro il Renate, finisce 1-0 per i biancocelesti.
E dire che la maledizione delle trasferte sembrava aver colpito anche questa volta: il Treviso costruisce occasioni su occasioni, che però non vengono concretizzate in avanti, fino a centrare due pali con Brigati e Maestrelli nel giro di pochi secondi. Insomma, la fotocopia della partita contro il Desenzano. Poi, però, ci pensa il colosso della difesa Davide Bove a spaccare la porta e, con essa, il tabù.
Tre punti meritatissimi per i ragazzi di Gorini, che continuano a convincere partita dopo partita e, ormai stabilmente nelle zone alte della classifica, hanno dimostrato di possedere tutte le qualità necessarie per giocarsela con chiunque in Serie C.
Primo tempo in crescendo
I primi venti minuti seguono un andazzo regolare, con nessuna delle due squadre che riesce a imporre il proprio gioco con continuità, anche per via dei tanti falli fischiati dall’arbitro che spezzano il ritmo. Ne risulta un equilibrio generale, interrotto soltanto da occasioni estemporanee: al 9’ Cappelletti salta tutto solo a centro area su corner di Gucher, ma il colpo di testa è centrale e Avella si oppone; mentre dall’altra parte all’11’ Karlsson si presenta davanti a Nobile e prova a saltarlo, il portiere non ci casca e gli ruba il pallone.
I biancocelesti crescono man mano con il passare dei minuti, ma l’impressione è che la mancanza di un riferimento centrale in attacco complichi parecchio i piani dei ragazzi di Gorini, che senza Odogwu - fuori per infortunio - si trovano costretti a una soluzione unica: l’imbucata.
Tommasini, per sopperire alla mancanza del compagno, svaria molto sul fronte offensivo e prova spesso la conclusione - la più pericolosa un destro in diagonale intorno alla mezz’ora -, mentre Brevi fa da raccordo col centrocampo, ma è troppo “leggero” per rendersi pericoloso a difesa schierata.
Dall’altra parte il Renate rinuncia a qualsiasi idea di gioco che richieda più di tre passaggi e va dritto per dritto in verticale, spegnendosi con il passare dei minuti. Il destro rasoterra fuori di Brigati chiude una prima in crescendo per il Treviso.
Il colosso della difesa
Al rientro dagli spogliatoi il Renate è più spigliato e va alla conclusione due volte nel giro di cinque minuti, prima con Anelli e poi con Karlsson. Saranno le ultime volte che i nerazzurri si faranno vedere dalle parti di Nobile. I due guizzi, infatti, non lasciano indifferente il Treviso, che aumenta il suo tasso di pericolosità con il passare dei minuti prima con il destro alto di Brigati, poi con la doppia occasione confezionata da Tommasini - murato al momento della conclusione - e Ciuferri, che dopo aver fatto rimbalzare il pallone tira alto. Si arriva così all’ora di gioco, quando i biancocelesti vanno davvero a un passo dal vantaggio, ma vengono fermati due volte dal palo. Al 58’ Tommasini lavora bene l’ennesimo pallone e imbuca per Brigati, che da posizione defilata colpisce il legno col destro.
Pochi minuti più tardi è il turno di Maestrelli, che riceve il cross di Gucher e incorna ancora sul palo. Sulla respinta Brevi viene chiuso. L’andazzo ormai è chiaro: come contro il Desenzano, è il Treviso a fare la partita, con il Renate che si rinchiude all’interno della propria metà campo e non prova neanche più a ripartire. Gorini alimenta il fuoco offensivo inserendo Gerbi (anche lui vicino al gol al 73’, quando devia in corsa il traversone basso di Romeo) al posto di Brevi.
Gli aggiustamenti tattici non finiscono qui: l’ingresso di Cecccacci per Liotti porta Brigati sulla sinistra, con Cappelletti che si alza sulla fascia per dare ulteriore peso negli ultimi trenta metri.
All’86’, dopo mezz’ora di puro dominio, finalmente arriva il giusto premio: Rossi mette in mezzo da corner, Bove arriva dalle retrovie e di testa segna il gol che decide la partita. La panchina biancoceleste esplode di gioia, con tutti che vanno ad abbracciare il numero 5, nel frattempo corso sotto il settore ospiti a mostrare i muscoli.
Gli ultimi secondi non mettono in dubbio il risultato: il Treviso vince meritatamente a Novara e si porta a casa i primi tre punti in trasferta. Così, dopo sette giornate, si può già cominciare a tirare un bilancio: i biancocelesti hanno dimostrato di saper interpretare le gare in diverse maniere, senza mai sbagliare al cento per cento una partita. Una situazione che, al ritorno dai professionisti dopo tredici anni, non era assolutamente scontata.
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