Benetton, esordio amaro in URC: 19-19 con i Dragons e troppe incertezze

I Leoni partono bene e chiudono il primo tempo avanti 19-7, poi nella ripresa calano e si fanno rimontare dai gallesi. Restano problemi nella gestione del gioco e soprattutto in difesa

Leopoldo Gobbato
Benetton, esordio amaro in URC
Benetton, esordio amaro in URC

Esordio stagionale in URC mediamente amaro per il Benetton, con un poco convincente pareggio per 19-19 contro i Newport Dragons. Un déjà-vu dell’ultimo match giocato a Newport la scorsa stagione.

Fresca serata con avvisaglie d’autunno in un Monigo quasi sold out a inaugurare il primo appuntamento ufficiale di campionato per i Leoni.

Avvio di match alquanto incerto, con scarse emozioni e due squadre che si studiano.

Bisogna aspettare l’undicesimo minuto per godersi una mischia avanzante che porta alla prima meta in biancoverde di Mey. La seconda arriva con Bernasconi al 24’, da un’altra maul avanzante, frutto di una touche cercata e ben gestita da tutto il pacchetto. Umaga non sbaglia anche da posizione angolata.

Guizzo dei gallesi con De Beer al 28’, che approfitta di una difesa in più occasioni eccessivamente morbida e segna agevolmente la prima marcatura dei Dragons.

Terza segnatura nel finale di primo tempo, con una touche che sfrutta la maul avanzante per poi allargare rapidamente: l’ovale arriva a Mendy, che appoggia in angolo.

La prima frazione di gioco sembra far ben sperare, nonostante le tante palle perse.

Squadre a riposo sul 19-7.

I Leoni sembrano seguire, nei primi quaranta minuti, un’indicazione di gioco di Pivac basata molto su fondamentali concreti. Pare esserci una migliore gestione dei breakdown, spesso però vanificata da ingenue distrazioni nei passaggi di apertura.

Notevoli i due tenuti strappati da Odogwu e Bernasconi, che risolvono situazioni altrimenti critiche.

Ratave all’ala, con rinnovata capigliatura ramata, si prende le sue soddisfazioni contro l’altro isolano, Tuitavuki, ma non riesce purtroppo a portare incisività in avanzamento.

Capitan Negri tiene i fili della regia in campo con navigata leadership. È pronto a portare sostegno anche nelle fasi veloci e riesce a trasmettere sicurezza al resto del reparto.

Momento molto commovente nella pausa tra primo e secondo tempo, con il radunarsi a centrocampo degli ex giocatori che hanno finora aderito al progetto “Heritage” promosso da Benetton. Circa duecento tra ex giocatori e parenti di ex giocatori hanno aderito al progetto di raccolta di nomi e storie di tutti gli atleti che, dal 1932, hanno vestito la maglia del Treviso Rugby.

Unico cambio tra i due tempi: esce Ferrari, entra Gallorini, che si fa notare subito in spinta.

I gallesi non perdono tempo e approfittano di una difesa ancora eccessivamente distratta: dopo pochi minuti dalla ripresa si riportano sotto break con una meta di Inisi.

Il cambio di Miranda per Negri al 50’ fa preoccupare, visto il ripetuto lamentare dolori alla schiena da parte del capitano.

Si completa il cambio della prima linea con Nemer e Gasperini.

Maile porta freschezza in terza linea e si fa notare per placcaggi efficaci nei 22 avversari, ma non riesce a ricevere il sostegno adeguato.

Werchon entra per Uren e cerca di portare velocità a un Benetton che sente di stare scontentando il pubblico di casa, ma spreca con azzardi poco ragionati. È su uno di questi azzardi che i gallesi trovano spazio ed è solo una francesina di Mey a indurre un avanti che annulla la meta del pareggio avversario.

Dolorosa la meta di mischia dei Dragons al 78’, che, grazie al palo colpito sul calcio di trasformazione, non fa ancora più male.

I gallesi hanno mostrato un gioco molto rapido e aperto, meritevole delle marcature realizzate. Solo la loro non invidiabile disciplina ha permesso al Benetton di gestire il gioco e non soffrire ancora di più.

Persiste anche nella seconda frazione una difficile e incerta gestione dei passaggi, con troppe interruzioni e scarse aperture di gioco.

Sembrano essere ancora presenti le lacune difensive della scorsa stagione, con aggiustamenti ancora da portare, da parte dello staff di Pivac, sulla qualità e sull’efficacia dei placcaggi. Benetton ancora cantiere aperto, un po’ come un incompleto stadio di Monigo che promette bene ma al quale mancano ancora intonaco e qualche fondamenta.

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