Botter fa sul serio: si prende il 90 per cento del Treviso Calcio

La holding Goal Capital Partners acquisisce altre quote dal Consorzio e il presidente si configura sempre più come l'unico socio di riferimento: solo a luglio la proprietà dovrà garantire un investimento da 2 milioni

Andrea Dossi
Il presidente del Treviso Calcio Alessandro Botter
Il presidente del Treviso Calcio Alessandro Botter

 

 

Botter fa sul serio. Non che ci fossero dubbi, ma il presidente lo ribadisce: vuole un Treviso protagonista. E per questo ha fatto all in, salendo al 90% delle quote del club, diventandone di fatto ancora più l’attore principale, garantendo comunque l’appeal territoriale al Consorzio che mantiene il 10 percento. La Serie C passa per il portafoglio: solo a luglio il Treviso prevede un investimento da 2 milioni.

Quindi ancora prima di iniziare la stagione. La terza serie è spesso identificata con il romanticismo delle trasferte, il fascino degli stadi storici e la passione delle piazze. Una piazza, quella di Treviso, che attendeva il professionismo da 13 anni. Per chi la vive dall'interno, però, la C è una sfida di ingegneria finanziaria: le competenze economiche devono essere certosine. Infatti, prima ancora di contare i punti in classifica, è necessario saper far di conto. O, per dirla in trevigiano, contano i «schei».

La gestione del club

Il Treviso sta vivendo un'estate che definire intensa è un eufemismo. In un momento di tale complessità gestionale, il club ha voluto dare una chiara impronta al proprio vertice.

La holding Goal Capital Partners Srl di Alessandro Botter, presidente del club, ha consolidato il proprio impegno acquisendo il 90% del Treviso Fbc Srl (pari a 180 mila euro di capitale sociale). Con questa mossa, Botter si configura sempre più come l'unico socio di riferimento, garantendo una guida in un mare di adempimenti burocratici. Il restante 10% (20 mila euro di capitale), a completare il mosaico, rimane al Consorzio Treviso Siamo Noi.

I conti in tasca

Il primo scoglio, superato nel mese di giugno, è stato quello dell'iscrizione al campionato di Serie C. Un passaggio che ha richiesto al club un esborso per una fidejussione di 350 mila euro (cifra dimezzata solo per le neopromosse dalla D). Questa cifra costituisce la metà del tetto massimo previsto dalla Figc: la soglia è stata infatti innalzata a 700 mila euro, il doppio rispetto alle stagioni precedenti.

Una manovra decisa dalla Federazione per inasprire i criteri di accesso e, soprattutto, per evitare i crac. Oltre alla fidejussione, il Treviso ha dovuto saldare la tassa d’iscrizione, fissata a 105 mila euro per le società neopromosse, una cifra sensibilmente superiore ai 60 mila euro richiesti a chi era già in categoria.

L’indice di liquidità

Poi c’è l'indice di liquidità, fissato dalla Lega Pro con una soglia di 0,8. Si tratta di un parametro finanziario che misura la capacità dell’azienda di onorare gli impegni a breve termine. La formula è questa: indice di liquidità = attività correnti / passività correnti.

Laddove le attività includono liquidità immediata (cassa e depositi bancari) e differita (crediti esigibili entro l’anno), e le passività comprendono i debiti da saldare entro l’esercizio successivo. Le sfide finanziarie non si fermano qui. La normativa della Lega Pro prevede che, qualora l'ammontare dei compensi lordi (fissi e variabili) di calciatori, tecnici e direttori sportivi superi la soglia del milione di euro, la società debba prestare una garanzia integrativa pari al 40% dell’eccedenza.

E il Treviso prevede di superare tale massimale. Per questo motivo, la dirigenza sta già accantonando una cifra compresa tra i 700 e gli 800 mila euro, da versare entro l’8 agosto: questa è la prima, grande uscita, prevista per il mese di luglio. Per adempiere a questo obbligo, la società ha scelto la via dell'escrow account: un deposito a garanzia che rappresenta la soluzione più lineare e sicura per blindare le risorse necessarie.

I fondi per lo stadio

Non è solo il bilancio a richiedere attenzione; anche il campo, inteso come impianto, necessita di cure costose. Il restyling del Tenni per renderlo omologato agli standard della Serie C richiede un investimento totale di 1,2 milioni di euro.

Di questi, 700 mila euro gravano direttamente sulle spalle della società, che si è fatta carico di anticipare anche i 500 mila euro previsti dal Comune di Treviso, velocizzando così l'iter dei lavori. L’ambizione del club va però oltre l'omologazione. La società ha deciso di stanziare ulteriori 150 mila euro per la ristrutturazione specifica della tribuna laterale sud.

Il salary cap

Dal 1° luglio 2026, la Serie C è entrata in una fase di sostenibilità finanziaria. Per il Treviso, come per le altre 8 neopromosse, è arrivato il dato per programmare la stagione: il valore della produzione convenzionale, fissato dalla Lega Pro a 4.273.489 euro. Operativamente, grazie alla "regola del 50%", che impone un tetto agli ingaggi proporzionale alle entrate, i biancocelesti avranno a disposizione un budget massimo di 2.136.744,50 euro per coprire gli emolumenti lordi dei calciatori.

Ma non è tutto: il regolamento introduce anche tetti salariali individuali severi. Ogni nuovo contratto è sottoposto a un duplice controllo: il compenso fisso mensile non può superare i 9.500 euro lordi, che diventano 13.500 euro includendo bonus e parte variabile, per un tetto annuo di 123.000 euro lordi. Sono escluse dal conteggio del cap le componenti variabili legate ai premi per la promozione, ai bonus per i gol realizzati o ai clean sheet dei portieri.

 

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