Dalla panchina alla tivù, coach Menetti si racconta: «Ora torno ad allenare al Paok»

Il tecnico che nel 2019 riportò TvB in Serie A e due anni dopo in Europa parla della sua recente esperienza da commentatore per LBA Tv: «Ora torno a fare l’allenatore: andrò in Grecia a Salonicco, sponda Paok»

Federico Bettuzzi
Max Menetti tra TV e panchina: «Un anno da commentatore, ora torno ad allenare al PAOK»
Max Menetti tra TV e panchina: «Un anno da commentatore, ora torno ad allenare al PAOK»

Dalla panchina al microfono e ritorno. Max Menetti, coach della promozione di TvB nel 2019 e dello sbarco in Europa nel 2021, ha vissuto una stagione 2025-26 diversa dal solito. Niente palestra ma un ruolo da commentatore tecnico con Lba Tv: «Tutto è iniziato poco meno di un anno fa. Era inizio agosto, il contratto con Deltatre era stato appena firmato e Alessandro Mamoli (direttore della televisione della Lega, ndr) stava cercando i talent per comporre la squadra di lavoro. Aveva già alcuni telecronisti, come spalle aveva chiamato Tommy Marino, che oltre a essere un ex giocatore è seguitissimo sui social dai giovani, e Andrea Trinchieri. Una serie di positivi incastri mi ha portato a fare un’esperienza diversa dal solito».

Com’è andata?

«Mi sono divertito. Per un coach stare dall’altra parte, davanti al monitor, è particolare perché consente di vedere la pallacanestro da un altro punto divista».

Vogliamo parlare della lavagna tecnica?

«Un’invenzione di Mamoli per la Coppa Italia, replicata poi in finale. Abbiamo cercato di analizzare tatticamente le partite, evitando un linguaggio difficile per facilitare la comprensione».

È stato tutto semplice sin dall’inizio o ci sono state difficoltà?

«Il primo giorno è stata pura magia. I tempi erano stretti, il gruppo di lavoro si è ritrovato poche ore prima della prima trasmissione, quella delle semifinali di Supercoppa. Immaginate: si andava in onda a pomeriggio inoltrato e quasi senza prove abbiamo affrontato la diretta. Merito di una squadra che si è rivelata subito coesa e motivata, con Mario Castelli e Matteo Gandini che vantano un’esperienza di livello. E poi Mamoli, un professionista assoluto che ha messo a frutto oltre 20 anni di lavoro a Sky».

Dopo alcune esperienze all’estero, come ha ritrovato il basket italiano?

«Ho notato un livello alto, sia per qualità dei giocatori che per lavoro tecnico. C’è ancora qualche pecca, purtroppo il nostro ambiente non coglie l’importanza di certi dettagli come la televisione autoprodotta. Se un’azienda come Deltatre sceglie di investire in un progetto quinquennale, i club dovrebbero focalizzarsi sulle capacità di sviluppo e di visibilità invece di valutare solo il ritorno economico».

Un anno da commentatore: che Max Menetti ritroviamo?

«Ho compiuto un vero percorso di crescita personale. Poter vedere certi aspetti di un pre-gara, di una partita, di una Coppa Italia da una prospettiva differente è qualcosa di diverso e di molto motivante».

Quanto le è mancato allenare?

«Moltissimo, sono sincero. L’esperienza televisiva è stata bella e formante ma non vedo l’ora di tornare in panchina. Lo farò a Salonicco, sponda Paok, assieme ad Andrea Trinchieri con cui ero stato allo Zalgiris Kaunas per un anno e mezzo».

Dopo un anno lontano dalla palestra sarà difficile ricominciare? Che ricordi ha del basket greco?

«Trinchieri è in Grecia già da qualche mese. Io avevo avuto dei contatti con alcune squadre che non si sono concretizzati ma è andata bene così. La Grecia? Il loro campionato sta attraversando un nuovo corso e il livello si sta nuovamente alzando. Sono molto stimolato da questa nuova sfida».

 

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