Treviso calcio, il piano offensivo di Gorini punta su Romeo
I suoi movimenti, a partire dalla fascia, hanno liberato le punte. La mezzala, classe 2002, ha preso il rigore allo scadere dell’incontro di lunedì 31 agosto contro il Lecco

L’arma in più di questo Treviso ha un nome e un cognome: Federico Romeo, mezzala classe 2002, che nelle prime uscite stagionali si è già fatto notare per dinamismo e, soprattutto, intraprendenza. L’esempio migliore è arrivato lunedì sera allo scadere della gara contro il Lecco, quando da un suo inserimento è nato il calcio di rigore poi realizzato da Gerbi per i primi punti stagionali.
Il meccanismo
Proprio dietro a quell’inserimento c’è tutto il piano offensivo architettato da Gorini. Il meccanismo è molto semplice in realtà e coinvolge tre attori principali: Odogwu, lo stesso Romeo e la seconda punta.
Tutto nasce dall’uscita dalla difesa: appena il portatore di palla alza la testa, i tre designati compiono movimenti codificati che mandano in crisi la difesa. Lo ha detto lo stesso Romeo: «Il mister mi ha chiesto, in fase di possesso, di allargarmi sulla fascia, così da far scalare il quinto o il braccetto del Lecco per marcarmi e lasciare l’uno contro uno agli attaccanti».
Simultaneamente, le due punte compiono il classico movimento corto-lungo, che calza a pennello viste le caratteristiche degli interpreti. Odogwu si muove incontro al pallone per fare da sponda, attirando su di sé il secondo centrale. Ciò lascia campo spianato alla seconda punta – Tommasini dal primo minuto, Gerbi nel finale –, che davanti a sé, a questo punto, ha davanti solo un difensore.
Con questo schema sono arrivate le due occasioni migliori di tutto il match per il Treviso. La prima a fine primo tempo, con il gol annullato a Tommasini: Cappelletti lancia lungo, Odogwu viene incontro, Romeo rimane largo e lascia tanto spazio da attaccare alle spalle dei difensori proprio a Tommasini, che si ritrova in una situazione di uno contro uno e segna. Peccato solo per la posizione di partenza, in fuorigioco di pochi centimetri.
La seconda volta è stata quella buona. Stessa dinamica al 93’: Cappelletti lancia lungo, Odogwu viene incontro e fa da sponda. Alle sue spalle si muovono Gerbi e proprio Romeo, che questa volta però completa il movimento a stringere verso il centro e, nel due contro due creatosi in area, si guadagna il calcio di rigore.
Da questo schema si comprende come il Treviso non possa fare a meno di Odogwu, l’unica punta in rosa portato per il gioco spalle alla porta, di cui beneficiano tutti i compagni. Lo ha detto anche il match winner Gerbi subito dopo la partita di lunedì sera: «Rapha è un attaccante bravo a tener palla, mentre a me piace girare intorno e andare in profondità. Se c’è lui che fa a sportellate al posto mio sono più libero di attaccare».
C’è stato poi un altro segreto – questo di tipo più caratteriale – dietro la vittoria col Lecco: «I tifosi sono stati fondamentali» ha detto Romeo «spero che questa gara possa motivare ancora più persone a venire allo stadio per sostenerci».
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