Treviso calcio, la nave di mister Gorini è in porto: il grande ritorno tra i professionisti
Dopo tredici anni d’attesa i biancocelesti ritornano tra professionisti con quattro giornate d’anticipo. La cavalcata verso il successo è arrivata grazie a un progetto ambizioso e costruito alla perfezione

La nave del Treviso è arrivata in porto. Messa alle spalle un’assenza di tredici anni dal mondo del professionismo il club biancoceleste ha raggiunto le sponde della Serie C. Sarà solo un passaggio? Lo dirà la storia.
Dopo aver fatto il giro di boa con il titolo di campione d’inverno cucito addosso, la ciurma guidata da capitan Robert Gucher, è riuscita a tagliare il traguardo con quattro giornate di anticipo.
Gli ostacoli sul tragitto del Treviso sono stati diversi a partire dallo stop improvviso di Gigi Scotto.
Il bomber è stato costretto a fermarsi proprio sul più bello, con sedici gol già sulle spalle, per uno stiramento del legamento collaterale del ginocchio sinistro e la sua assenza ha rallentato di qualche giornata l’approdo il Lega Pro.
Un’assenza pesante che non ha scoraggiato l’allenatore Edoardo Gorini, che, da fine stratega, ha cercato di riadattare la squadra incassando qualche scivolone, ma tenendo sempre la rotta dritta verso l’obiettivo.
Una scelta, quella di affidare la squadra all’ex tecnico del Cittadella, arrivata grazie alla sinergia creatasi tra il direttore sportivo Pierfrancesco Strano e il presidente Alessandro Botter.
Subentrato ai vetrici della società prima dell’inizio della nuova stagione, l’imprenditore ha deciso di ridisegnare il club per renderlo competitivo non solo sul campo, ma anche a livello di strutture e di progettualità.
Un piano che ha voluto divider in più fasi e che vedeva come primo step il ritorno tra i palcoscenici professionistici del rettangolo verde. Intervistato nella sede della Tribuna la scorsa estate, Botter era stato categorico: l’obiettivo principale era la Serie C e da lì in avanti ogni evento sarebbe stato improntato a rendere il Treviso appetibile all’ingresso di nuovi investitori, interessati alla crescita del progetto.
Ambizione, ma anche tanto realismo, che hanno portato alla creazione di una chimica perfetta proprio con il dirigente romano, arrivato dopo una gavetta nella scuderia di Giorgio Perinetti, che nel suo debutto alla guida dirigenziale di un club non ha deluso le aspettative. Dopo un iniziale e lungo casting,
Strano ha selezionato come profilo ideale per traghettare il Treviso nelle acque della Serie C proprio quello di Gorini, che ha scelto di ripartire dai dilettanti conquistato dalla visione del club.
Da quel momento, come un esperto architetto, il ds è riuscito a costruire un gruppo unito, capace di esprime qualità e talento, ma anche spirito di sacrifico. Perno dei biancocelesti l’ex capitano di Frosinone e Pisa capace di compattare una squadra dalle varie sfaccettature, un mix perfetto di senatori e enfants prodiges che si è subito fatto notare.
Nel mercato di riparazione a bussare alle porte del Treviso sono arrivate tante big del panorama di Serie B tra cui la Juve Stabia, che ha sbaragliato la concorrenza acquisendo il cartellino di Daniel Perin.
Il centrocampista classe ’07 di Vittorio Veneto dalla prossima stagione vestirà i colori della squadra di Castellammare di Stabia nel campionato cadetto, a dimostrazione che il livello e la qualità espressa dalla squadra non sono passati inosservati.
Ora per il Treviso si apre un nuovo capitolo. È arrivato il tempo di chiudere il campionato alzando lo scudetto al cielo e di ripartire verso nuovi mari, quelli della Serie C.
L’impresa a cui saranno chiamati i biancocelesti è quella di confermarsi affrontando una concorrenza più competitiva sì, ma sempre a testa alta.
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