Il Treviso festeggia la C, ma il derby va al Conegliano: al Tenni passano gli ospiti, finisce 1-2
I biancocelesti celebrano la promozione davanti ai tifosi di casa. Dopo il vantaggio di Brevi, i gialloblù rimontano e trovano i tre punti

Non c’è spazio per i regali nel derby della Marca, nemmeno quando il verdetto più importante è già scritto. Al Tenni, il Conegliano si conferma la bestia nera del Treviso capolista, espugnando il fortino biancoceleste per 2-1 e confermandosi l’unica compagine del campionato capace di non concedere nemmeno un punto alla corazzata trevigiana. La vittoria degli ospiti arriva in rimonta: al momentaneo vantaggio di Brevi, hanno risposto prima Nicoloso e poi l’ex di turno Zigoni che, dopo oltre 17 anni, è tornato a segnare nello stadio che lo aveva lanciato nel calcio che conta.
Gli uomini di Gorini, invece, si sono fermati al palo colpito in pieno da Martinelli al 95’. Un successo, quello gialloblù, che profuma di impresa e che permette al tecnico Pontarollo di mantenere un’incredibile striscia personale: da allenatore, contro il Treviso, ha sempre e solo vinto. Al triplice fischio, il Conegliano festeggia tre punti d'oro che lo proiettano a quota 48, al sesto posto in classifica. Con la salvezza matematica già in tasca, i gialloblù vedono ora il quinto posto – l’ultimo utile per i playoff – distante una sola lunghezza a tre giornate dal termine.

Il Treviso si gode la festa promozione, ma il derby, per quest'anno, parla solo gialloblù. Eppure, l’atmosfera pre-partita era quella delle grandi occasioni. Il risultato, per i padroni di casa, passava quasi in secondo piano rispetto alla gioia per la promozione in Serie C, maturata matematicamente lo scorso giovedì 2 aprile ad Altavilla Vicentina. Prima del fischio d'inizio, il Conegliano ha onorato i campioni con il pasillo de honor: i giocatori gialloblù si sono schierati su due file, applaudendo l’ingresso in campo dei biancocelesti. Un gesto di sportività che ha accompagnato l’ingresso dei padroni di casa, vestiti con la maglia celebrativa "Come promesso", slogan che campeggiava anche su un grande striscione a centrocampo per sancire il ritorno nel professionismo.
Sul piano tattico, Gorini è tornato alla difesa a quattro, recuperando Artioli dopo l'attacco febbrile e schierando De Franceschi tra i pali. Pontarollo ha risposto inserendo Andolfatto per l’infortunato Cazzin e lanciando dal primo minuto l’atteso ex di turno, Zigoni. La cronaca vede un Treviso arrembante in avvio: all’8’ Gucher sfiora il vantaggio di testa, seguito dai tentativi di Brevi e Beltrame. Al 29’, la pressione locale viene premiata: su un corner tagliato, Brevi svetta nel cuore dell’area e insacca di testa. Per il numero 7, schierato ancora come "falso nueve", è il secondo gol consecutivo dopo quello decisivo di Altavilla Vicentina che ha portato il biancoceleste in Serie C.
Il Treviso sembra in controllo, ma al primo minuto di recupero arriva la doccia fredda: Andolfatto crossa dalla destra e Nicoloso, con un diagonale preciso, trafigge De Franceschi firmando l’1-1 proprio prima dell'intervallo. Nella ripresa, il Treviso cerca di riportarsi avanti con Beltrame, ma al 60’ il destino scrive una delle sue pagine più romantiche. Ancora un cross di Andolfatto pesca in area Zigoni: il colpo di testa del bomber è implacabile e vale il sorpasso.
Per Zigoni è un gol dal sapore speciale: non segnava al Tenni dal 30 gennaio 2009 – prima e unica volta prima di domenica -, quando giovanissimo vestiva proprio la maglia del Treviso in Serie B contro il Brescia: oltre 17 anni dopo il cerchio si chiude. Piu sfiora il tris al 75’ e Svidercoschi, all’88’, si vede negare la gioia del gol da un intervento provvidenziale di Sperandio. L'unica vera nota lieta per Gorini è il ritorno in campo di Serena dopo due mesi di stop. E al 95’ mani dei capelli per Martinelli che vede la propria conclusione stamparsi sul palo.
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