Tex aspetta una Dinamo carica «Ma noi abbiamo il Palaverde»

La prossima gara sarà la più dura, in questo momento la meno indicata da affrontare dopo 12 giorni di soli allenamenti senza partite: la De’ Longhi sa che dopo Santo Stefano l’attende al Palaverde l’avversario, se non più forte (ma non è detto), certamente quello più in forma: Sassari. Non c’è Milano o Virtus che tenga, oggi la squadra più… carica è la Dinamo, che proprio le V nere ha nettamente battuto l’altra sera sfoderando la migliore prestazione stagionale, con coach Pozzecco che ne ha spediti 5 in doppia cifra: 18 Pierre, 17 Evans, 12 Bilan, 11 McLean e 10 Jerrels. Insomma, venerdì sbarcherà al Palaverde una supercorazzata, contro la quale TvB ancora non sa se potrà schierare Jordan Parks. Due gli ex, David Logan (2014-16) ed Amedeo Tessitori, che a 18 anni approdò nell’isola nel 2012.
Tessitori, quali sono i ricordi?
«Un anno molto particolare, era il mio primo campionato da professionista, molto duro ma anche con qualche soddisfazione, con coach Sacchetti riuscii a trovare un po’ di spazio ed a vincere una Coppa Italia. Un anno tosto ma gratificante. Nel secondo ero infortunato ad una mano ed arrivò Logan: gran giocatore».
Preparatevi ad affrontare il peggior cliente di adesso.
«Di sicuro per noi sarà difficile. Sassari è una squadra molto forte con ottimi giocatori, ha la miglior difesa del campionato, è ben organizzata; noi abbiamo la fortuna di poterci preparare al meglio per arrivare alla partita nella miglior condizione possibile. Ce li aspettiamo che giochino con grande confidenza, arrivano da quella vittoria con la Segafredo ma noi vogliamo riscattarci e mostrare a tutti che tipo di squadra siamo, cosa che non siamo riusciti a fare nei 10 minuti finali con Cantù».
La pausa è capitata nel momento giusto?
«Sicuro. Questi giorni ci stanno dando un grande aiuto per recuperare qualche acciacco e per schiarirci le idee».
Sassari ne ha tantissimi in grado di fare i fenomeni.
«La bellezza della A è che non sono mai uno o due quelli da controllare maggiormente, ora minimo ce ne sono 5. Però è bello sfidare certe squadre, ci dà più energia e stimoli per tirar fuori il meglio del nostro repertorio».
In casa 5-1, fuori 1-6: speriamo nell’effetto Palaverde.
«La differenza si nota, ma non è vero che in trasferta non riusciamo a giocare la nostra pallacanestro, perdiamo a causa probabilmente di un blocco che ad un certo punto ci fa perdere un po’ di fiducia. Però le abbiamo tutte giocate bene ottenendo vantaggi importanti, che purtroppo non riusciamo a gestire. Al Palaverde è tutta un’altra storia, abbiamo un sesto giocatore, il pubblico, che ci fornisce un grandissimo sostegno. E ce lo dovrà dare anche venerdì per aiutarci a riscattare l’ultima sconfitta».
Quanto vi preoccupa giocarne due in appena 48 ore?
«Le trasferte lunghe fanno parte della pallacanestro ma, visto come si sta attrezzando, la società dal punto di vista organizzativo non ci farà mancare niente, per cui sono convinto che non sarà un grosso problema. Starà a noi giocatori mettere in campo tutto ciò che avremo. In quanto alla impossibilità di allenarci beh, direi che lo stiamo facendo adesso. E comunque a me tutto sommato non dispiace giocare ogni due giorni, soprattutto in questo periodo di festività c’è un’atmosfera diversa. Personalmente mi carica di più». —
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