Silvia, Enrico e Alessandra Quegli ufficiali “invisibili”

Crono, 24secondista e referto: questa la terna trevigiana designata sabato per la seconda semifinale (ore 20.30) delle Final Eight al Forum di Assago
Di Giuliano Doro

L’incontro fatale, quello che ti cambia la vita. Enrico Tronco lo ricorda come fosse ieri: «Ero a casa della nonna, la tivù sintonizzata su Rai Tre dava la prima d’andata del campionato di basket di serie A. Era anche la prima per Vinny Del Negro al Palaverde contro Caserta».

Correva il 1991 e fu amore a prima vista. Da allora solo anni di Palaverde e trasferte in giro per l’Italia. Per lui, che è nato e vive a Cittadella, nel Padovano. Lui, che a basket non c’ha giocato manco un minuto. Ma toccherà proprio a lui guidare la pattuglia degli ufficiali di gara per la seconda semifinale Beko Final Eight di basket maschile in programma sabato al Forum di Assago.

Con il “trevigiano” Tronco (24 secondista) anche due ragazze di Marca. Ma, veraci queste. Si tratta di Silvia Gagno (al cronometro) e Alessandra Longo (al referto). Due donne, due trevigiane sotto i riflettori nazionali e non solo.

«Il lavoro duro, e fatto con passione, paga sempre», esordisce Silvia Gagno. Ingegnere, 29 anni, single, abita a Ponzano e si occupa del progetto regionale per il sistema informativo dei centri trasfusionali. Il parquet ha cominciato a calpestarlo da ragazzina. A 17 anni ha cominciato la trafila per diventare ufficiale di campo. Partita dalle gare regionali è approdata nella lista nazionale sette anni fa.

«Senza basket sto quasi male, la desiganzione per la semifinale di Coppa Italia è un premio per la passione perché dal punto di vista economico...comunque questo fatto mi riempie di gioia. Doppia gioia perché condividerò quest’esperienza con Alessandra, cui sono molto legata e con Enrico: davvero un a bella terna». E cosa vi aspettate? «Di essere invisibili, allora vorrà dire che avremo fatto un buon lavoro: di noi ci si accorge solo quando sbagliamo ma questo non deve succedere».

È la felicità in persona Alessandra Longo. Ha 37 anni, è di Cornuda ma gestisce un bar a Biadene di Montebelluna. È ufficiale di campo nelle liste nazionali da cinque anni. Soddisfatta per la chiamata? «Ho cominciato a giocare a basket a sei anni, nelle giovanili del Montebelluna, poi il passaggio alla Benetton, quindi Belluno, il ritorno a Montebelluna e il Cornuda dove ho gareggiato fino a tre anni fa e ora la designazione per la semifinale: un sogno che si avvera. Maddai...». Chi “vede” in gara a giocarsi il pass per la finalissima di domenica prossima. «Se sono arrivate in semifinale vuol dire che sono tra le migliori quattro squadre italiane, io con Silvia ed Enrico dovremo stare concentrati solo nel nostro lavoro, dovremo fare attenzione solo alla gara». E chiude: «Non vedo l’ora che arrivi sabato mattina per partire alla volta di Milano».

È un veterano, invece, Enrico Tronco, cittadellese Doc, anche se è stata la Marca a “consegnarlo” alla palla a spicchi. Consulente aziendale, 36 anni, e stato ufficiale di gara in quattro finali di Coppa Italia femminile, in altre gare di Final Eight maschili e ha debuttato anche in Euro Cup. Difficile pensare che non abbia mai giocato... «Neppure un minuto, però da Massimo Minto in poi non mi sono perso un match al Palaverde, ho visto tutti gli scudetti dei biancoverdi e ho seguito la Benetton in giro per tutta Italia». Poi, da adolescente, ha “canalizzato” questa sua passione nelle regole del basket: è diventato ufficiale di gara. La sua regola? «Le cose devono essere fatte con buon senso: essere precisi quando serve e adattabili quando è necessario: un solo errore in una gara per un ufficiale è un errore grave».Previsioni? «Giocano le migliori...».

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