Calcio, Treviso: contro l’Altavilla può arrivare la serie C
Giovedì 2 aprile Gucher e compagni si giocano il primo match point, ma la promozione si verificherà solo con la vittoria dei biancocelesti con i ko o i pareggi dell’Union Clodiense e del Legnago

C’è il primo appuntamento con la storia. Domani, giovedì 2 aprile, per il Treviso, c’è il match point per la Serie C di fronte all’Unione La Rocca Altavilla dove i biancocelesti cercano il salto di categoria. Ma per festeggiare la vittoria del campionato serve un favore dai campi di Conegliano e San Luigi. Il destino, a volte, ama giocare con i nervi dei tifosi.
Le combinazioni
Dopo una cavalcata trionfale che sembrava aver chiuso i giochi con largo anticipo, il Treviso si presenta alla 30a giornata del girone C di Serie D con la prima partita che può valere la promozione, ma anche con il fardello di un’involuzione tecnica che ha reso l’ultimo chilometro per arrivare al traguardo dei professionisti più ripido del previsto.
Giovedì 2 aprile alle 15, sul terreno del Paolo Rossi di Altavilla Vicentina, la squadra di Gorini potrebbe stappare lo spumante e riabbracciare il professionismo, a patto di ritrovare se stessa. A parlare è la matematica, seppur intrecciata ai risultati degli altri campi.
Con 63 punti e un vantaggio di +10 sull’Union Clodiense e +11 sul Legnago Salus, al Treviso serve una serie di combinazioni per festeggiare domani pomeriggio: conquistare i tre punti contro l’Unione La Rocca Altavilla e sperare che nessuna delle due inseguitrici faccia altrettanto (quindi o che pareggino o che perdano).
In parole povere, se i biancocelesti vincono e contemporaneamente la Clodiense non passa a Conegliano e il Legnago non espugna il campo del San Luigi, la Serie C sarà realtà matematica con 4 giornate d'anticipo.
Se invece la Clodiense dovesse vincere, al Treviso servirebbero ancora 2 punti nelle restanti gare (ammesso che domani arrivi il successo). Se a vincere fosse solo il Legnago, il distacco rimarrebbe tale da richiedere ancora un solo punto per la certezza della Serie C.
I numeri sul campo
Prima di guardare in casa d'altri, però, il Treviso deve guardarsi allo specchio. Il trend recente parla di un solo punto nelle ultime tre partite e due sconfitte consecutive contro Luparense (0-4) e Obermais (0-2).
Cosa si è rotto nel giocattolo biancoceleste? I dati Sics mostrano un mezzo paradosso: la squadra produce gioco, ma è diventata improvvisamente innocua in avanti.
Il dato più critico riguarda la precisione sotto la porta. Se nel big match vinto contro la Clodiense il Treviso era stato letale (4 tiri nello specchio su 10), contro la Luparense i tiri in porta sono stati zero. Contro l’Obermais, nonostante 14 conclusioni totali e un indice di pericolosità (xG) di 1.031, la squadra ha centrato lo specchio solo due volte, declassando la qualità effettiva dei tiri (xGOT) a un misero 0.388.
Un possesso palla sterile (spesso oltre il 55%) e un tasso di conversione dei passaggi chiave crollato dallo splendido 29% di metà febbraio allo 0% attuale completano il quadro di una squadra che ha smarrito il cinismo.
Anche la difesa, solitamente solidissima, ha mostrato crepe inattese, incassando 6 gol in 180 minuti e palesando difficoltà nei duelli aerei e nell'indisciplina, come dimostrato dai rigori concessi nella partita contro la Luparense.
Giovedì, dall'altra parte della barricata c'è l'Unione La Rocca Altavilla, una squadra che è l'esatto opposto del Treviso: solida, ostica, ma incapace di pungere. Con 15 pareggi su 29 match, i vicentini sono i "re della X". La loro è la quarta miglior difesa del campionato (solo 23 gol subiti), grazie a un ottimo filtro a centrocampo e a una gestione d'élite dei palloni laterali nel loro collaudato 3-5-2. Il punto debole dei padroni di casa è però cronico: la sterilità offensiva.
Con soli 25 gol segnati, hanno il terzo peggior attacco del girone. Se il Treviso riuscirà a vincere i duelli fisici individuali — ambito in cui l’Altavilla statisticamente soffre — e a scardinare una difesa che raramente concede spazi, la via per la promozione potrebbe spianarsi.
Non sarà solo una questione di tattica o di numeri, ma di testa. Lo sa bene Gorini, che in questi giorni a lavorato più da psicologo che da allenatore. Il Treviso deve dimostrare di saper gestire la pressione di un traguardo così vicino. La città trattiene il respiro, con la radiolina accesa e il cuore ad Altavilla. La Serie C è lì, a portata di mano: basta tornare a essere il Treviso.
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