Schiacciasassi L’Imoco asfalta la sua prima inseguitrice

Palaverde esaurito per vedere Busto, seconda, in ginocchio Ai quarti di Coppa Italia c’è Chieri: ora una settimana di stop



Va bene essere campionesse del mondo, ok dominare il campionato, ma così si esagera. L’Imoco pialla in un amen la seconda in classifica. Piallate, senza pietà. Pessimo segnale per il campionato (e la Coppa Italia), meraviglioso per il consueto bagno di folla del Palaverde a Santo Stefano: c’erano pochi dubbi, ma le pantere hanno dimostrato di avere una fame insaziabile, e non hanno intenzione di lasciare nemmeno le briciole alle avversarie. Dev’essere tutto loro. Cannibali.

Santarelli non ha ancora a disposizione Folie e Sylla (quest’ultima in maglia da libero), ma di certo non si lamenterà con Babbo Natale per le alternative: Ogbogu e Sorokaite stanno crescendo in maniera esponenziale. Dall’altra parte Lavarini (sì, colui che prima di andare in Brasile era chiacchierato per la panchina dell’Imoco post-Mazzanti) prova a cavalcare subito l’ex di turno Karsta Lowe, ma l’opposto Usa soffre una marcatura quasi asfissiante dal muro orchestrato da una Wolosz come al solito ispiratissima, e Orro non riesce a liberarla a dovere. Conegliano conquista subito 5-6 punti di vantaggio, anche grazie ai turni in battuta di Sorokaite e Hill, e quando Paoletta (sic) Egonu accende i reattori c’è ben poco da fare per le farfalle, incendiate in un amen. Proprio la pantera da Cittadella mette il turbo con una serie di battute e inchiodate da paura, intervallate dalla magia di Kim Hill per il 19-10 con pallonetto rovesciato in controtempo che lascia sbalordito il Palaverde. Che, poco dopo, si spella le mani per un errore al servizio di Egonu, fino a quel momento molto più che perfetta. Dominio quasi imbarazzante della pantere, che chiudono il primo set contro la seconda della classe 25-13 con un muro di Wolosz.

Lavarini ci riprova con Lowe (panchinata alla fine del parziale),ma quando Egonu torna a far danni al servizio è costretto a fermare la gara (10-6), poi Robin De Kruijf si ritrova un cioccolatino offerto da una ricezione imperfetta dell’altra Gennari e non si fa pregare. Poi quando arriva anche l’ok del video check, il Palaverde tributa l’ovazione per il custode Gianfranco Tonon (solitamente “appostato” alle spalle della regia) finito sul cubo elettronico a testimoniare quanto prezioso lavoro di tanti altri ci sia dietro la “famiglia” Imoco. Sul 16-10 capita che Egonu non metta giù due palloni di fila e poi anche Hill faccia sibilare l’attacco fuori. Sbandamento? Macché: Wolosz riorganizza in un attimo e per Herbots e compagne è buio pesto, con un parziale da paura. 25-12, lezione durissima per la squadra che ospiterà nel proprio palazzetto la Final Four di Coppa Italia.

Dai che nel terzo set c’è più battagl... ah no, Sorokaite va al servizio e in amen siamo 7-0. Sette a zero. Lavarini, quasi sconsolato, prova Bici. Santarelli, che resta sempre sul pezzo, insiste: vuole chiuderla in fretta, da schiacciasassi. Asia estrae dal cilindro un altro coniglio clamoroso, poi è Indre a far calare la saracinesca (12-3) e Robin spunta dal nulla per risolvere a filo rete. Bagno di sangue: 25-15, è Egonu a chiudere i conti, lasciando 40 punti alle bustocche. Cannibali.

Per le pantere ora arrivano le vacanze: prossimo turno il 15 gennaio a Monza, ma per Wolosz, De Kruijf e Geerties l’inizio dell’anno nuovo sarà sul taraflex: vanno a caccia del pass per Tokyo. Le compagne lavoreranno in attesa (anche) dei quarti di Coppa Italia, il 30 gennaio, contro Chieri. —



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