Pozzecco trova le scelte migliori Menetti e la coperta troppo corta

guerretta agenzia foto film villorba treviso basket - sassari in foto
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VILLORBA. Finisce in parità la sfida in panchina tra Menetti e Pozzecco. Parliamo, naturalmente, dei falli tecnici comminati dalla terna arbitrale: uno a testa, entrambi nel terzo quarto. La prima “vittima” della terna è stato proprio Pozzecco, colpevole di una reazione troppo accesa dopo un fallo fischiato a Bilan quando erano trascorsi 50” dall’inizio della terza frazione. A pochi secondi dal termine della stessa frazione, ecco il “pareggio” di Menetti, reo a sua volta di una reazione troppo veemente per un fischio avverso.

In campo c’è stata, invece, ben poca storia. Menetti si è subito tolto la giacca, pronto alla sfida contro il rivale che invece per la maggior parte del tempo è rimasto a braccia conserte e con un atteggiamento insolitamente composto. In campo, le due squadre si affrontano subito a viso aperto con marcature strette a uomo. Pozzecco centra la mossa giusta a metà del primo quarto.

Dopo la tripla di Logan, che regalerà l’ultimo vantaggio a TVB (12-11), il coach di Sassari mette i suoi a zona e la manovra offensiva della De’ Longhi si incaglia. Menetti chiama prima time-out, poi si affida alla second-unit (Uglietti, Alviti, Chillo), ma i risultati non sono quelli sperati. Il gioco di Sassari è semplice ed efficace, fatto di riaperture su raddoppi difensivi, alla ricerca dell’uomo libero. A turno, i cecchini sardi segnano con regolarità. Le rotazioni corte della De’ Longhi vanificano quasi ogni altra possibile valutazione tecnica. Pozzecco è bravo a chiamare time-out per interrompere le fiammate trevigiane, Menetti prova a fare lo stesso, ma la coperta è davvero corta. Sassari è squadra fisica, coriacea, e soprattutto unita: lo dimostra l’abbraccio dei giocatori a Pozzecco dopo il già citato fallo tecnico.

Si diceva della coperta corta, che lo diventa ancora di più quando poco prima della fine del terzo quarto Tessitori commette il suo quinto fallo in meno di undici minuti effettivi di gioco. Se i primi due erano discutibili, gli ultimi tre ammettono ben poche repliche. Dentro quindi Severini, forse tardi. Più di così, era difficile fare. —

Ubaldo Saini

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