Calcio, il Treviso batte la Clodiense. La serie C è a un soffio
Il derby veneto tra prima e seconda finisce 2-1 per i biancocelesti che ormai vedono il passaggio di categoria, forti dei 16 punti di distacco. In rete Gucher e Perin. Parziale blackout dei fari nell’intervallo, 3.500 tifosi trevigiani sugli spalti

Non è stata una partita, è stata l’investitura. Nella serata in cui il Tenni è tornato a vestire l’abito delle grandi occasioni, con 3.500 tifosi biancocelesti a spingere oltre l’ostacolo, il Treviso ha risposto presente. Il match-clou della 26^ giornata del girone C di Serie D non ha tradito le attese: intensità, tecnica e quel pizzico di sofferenza finale che rende le imprese ancora più dolci. Il 2-1 rifilato all’Union Clodiense non è solo un successo nel derby, ma il timbro probabilmente definitivo su una stagione dominata.
Con un vantaggio di +16 punti in classifica proprio sui lagunari secondi, il ritorno nel professionismo dopo 13 anni di assenza è ormai questione di aritmetica: mancano 8 punti in 8 gare (ovviamente se la Clodiense non sbaglierà un colpo). Il countdown è ufficialmente iniziato ed entro questo mese, con ampio anticipo, potrebbe scattare la festa.
Gorini prova a sorprendere l’avversario con un 4-3-2-1 coraggioso: Gucher in una posizione inedita agisce sulla trequarti accanto a Beltrame, con Gianola a dettare i tempi in regia e Svidercoschi riferimento avanzato. L’avvio del Treviso è un uragano di gioco che tramortisce la Clodiense degli ex Farabegoli e Gnago. Già al 5’ Gianola scalda i guanti di Minozzi con un destro chirurgico deviato in corner. La pressione locale è asfissiante e il vantaggio arriva al 20’: sugli sviluppi di un angolo, Gucher riceve da Gianola e scaglia un destro velenoso che bacia il palo e si insacca. È il boato del Tenni, la perla che rompe l’equilibrio.
Gli ospiti provano a reagire al 31’ con Rosso, ma un Perin monumentale chiude ogni varco. Prima del riposo, solo un salvataggio sulla linea di Ba nega il raddoppio a Beltrame e a un Treviso padrone assoluto del campo. L’intervallo porta con sé un brivido extra-calcistico: un parziale blackout ai fari del Tenni costringe l’arbitro a una breve valutazione. Si prosegue, con la consapevolezza che per la Serie C servirà anche un restyling dell’illuminazione, ma in campo la luce la accende ancora il Treviso.
Al 51’ Artioli ruba palla a De Paoli e impegna Minozzi in una parata miracolosa; sul corner successivo, però, lo stesso Artioli pennella per la testa di Perin che firma il 2-0. La gioia dello stadio è incontenibile. La partita sembra chiusa, ma al 58’ l’orgoglio granata riemerge: De Paoli trova Trolese che serve Gnago per il più classico dei gol dell’ex che dimezza lo svantaggio. Gorini corre ai ripari, inserisce Brevi nell’inedito ruolo di prima punta per dare profondità e freschezza, poi è la volta di Francescotti che si prende le redini dell’attacco e gioca una partita di sacrificio.
La sofferenza sale nel finale: al 92’ Vadjunec blocca a terra un colpo di testa di Rosso strozzando l’urlo degli ospiti, mentre al 94’ Maestrelli rimedia un rosso per un fallo tattico a centrocampo. Al triplice fischio esplode la festa e la curva sud canta “la capolista se ne va”. Il Treviso vola a quota +16 e vede lo striscione del traguardo. La Serie C non è più un sogno, ma una realtà che attende solo di essere certificata dalla matematica. Il Tenni ha ritrovato la sua regina di Marca, ora manca solo l’ultimo sforzo ma i preparativi per la grande festa sono già iniziati.
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