Penelope De’ Longhi fa e disfa 19 punti Cantù come Trieste

Imbrò e compagni non hanno imparato la lezione di due settimane fa con l’Alma Sul 37-56 gli ingranaggi si bloccano e Logan sparacchia: altra vittoria buttata



La distanza esistente in linea d’aria tra il ruvido bunker del PalaRadi cremonese ed il cupolone del PalaBancoDesio è di poco più di 100 chilometri. Eppure, in Brianza così come già avvenuto a fine settembre nella Bassa Lombarda, la De’ Longhi rivede l’omerica Itaca e si traveste ancora una volta da moderna Penelope disfacendo una bellissima tela con pochi ma decisivi errori. Non ci sono Proci pretendenti sugli spalti, né Telemaco in panchina: c’è solo una squadra che spreca malamente un vantaggio di diciannove lunghezze e regala ad una confusionaria avversaria, mossa più dal talento di qualche singolo che da una vera organizzazione di gioco, due punti d’oro che significano ossigeno puro per la classifica. Può solo mordersi le mani Tvb per aver sciupato l’ennesima ghiotta occasione di cogliere un successo corroborante lontano da casa. Inutile speculare sull’indisponibilità di Jordan Parks, in panchina in tuta ma inutilizzabile dopo la distorsione alla caviglia sinistra patita una settimana fa: sul 37-56 del 25’’ Treviso avrebbe dovuto fare una cosa sola, semplice, elementare. Avrebbe dovuto assestare la spallata decisiva, dare quel colpetto di gas necessario a distanziare definitivamente nel punteggio la San Bernardo Cinelandia demolendone le ultime speranze di riacciuffare la partita. Invece, per l’ennesima volta, tutto ciò non avviene. Dove cercare il motivo? Nel 20% al tiro in azione di David Logan che si vede sputare dal ferro i tentativi più aperti e semplici della sua lunga carriera? Nella regia balbettante di Uglietti e Imbrò che consegna palloni ai brianzoli? Nell’evanescenza di Chillo che non trova contromisure contro avversari ben diversi per caratteristiche fisiche e tecniche? Nell’amnesia di Menetti che tiene in panca Alviti quando la squadra fatica ad inquadrare il canestro da lontano? Probabilmente la risposta va ritrovata nell’insieme di tutti questi fattori ma il risultato, comunque amaro, resta. A complemento del curioso parallelo tutto lombardo, da Cremona a Cantù, c’è Charles Cooke. Che al PalaRadi aveva tramutato in un cross la bomba del potenziale sorpasso dall’angolo all’ultimo minuto e che stavolta sbaglia, sul -3, sia il primo libero che il secondo, spedito addirittura sul tabellone e dunque invalidando qualunque tentativo di giocare la palla a cronometro fermo. Croce e delizia, l’esterno statunitense è in precedenza il protagonista dell’improvvisa accelerata biancoceleste in apertura di ripresa quando a suon di recuperi e contropiede Tvb arriva al sopra citato +19. E nel finale di partita, in verità, due volte lo stesso Cooke cerca la gloria: il primo tentativo, ovvero il tap-in volante per il 72-74, è decisamente riuscito; va male la seconda occasione, quando Hayes si vendica di una precedente bimane in contropiede subita dall’avversario cancellando la sua penetrazione per il potenziale +4 con una stoppata. Da lì in poi, vale a dire negli ultimi 30 secondi di partita, c’è tutta la delusione di Treviso: il fallo inutile di Uglietti che regala all’indemoniato Clark il gioco da 3 punti del sorpasso, il lay-up in pick’n’roll di Tessitori per la vittoria a 4 secondi dal gong che balla sul ferro ed esce, il già citato errore di Cooke. Finisce così, di un’incollatura. Ed è ancora una sconfitta che brucia come il fuoco. —



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