Papi: il guerriero di Marca ha quarant’anni

L’ex capitano Sisley ha tagliato il traguardo dopo aver sfiorato lo scudetto: «Gioco altre due stagioni»
Sisley Piacenza volley. Samuele Papi
Sisley Piacenza volley. Samuele Papi

La barbetta sale e pepe, qualche capello bianco: Samuele Papi in borghese, per chi non sa chi è, appare come un distinto uomo d’affari marchigiano. Invece è uno della generazione di fenomeni, quelli che hanno fatto grandissimo il volley nostrano. Lunedì, poco dopo aver sfiorato con Piacenza il settimo scudetto, ha virato la boa dei 40 anni. E non ha alcuna intenzione di smettere. «Io un ulteriore paio d’anni me li vorrei fare, sempre che Piacenza o chi altro mi offra un contratto. In effetti perché smettere quando mi sento ancora bene e ho voglia di allenarmi?» Già, perché? Tutti, a Treviso come nel resto d’Italia, sperano che il giorno del ritiro di Samu sia ancora lontano: 13 anni alla Sisley con 6 tricolori, 4 Coppe Italia, 3 Champions League, una Coppa Cev, una Supercoppa Europea (qualcos’altro aveva vinto a Cuneo), più 23 (sic) medaglie in azzurro, fra cui 11 auree. Argomenti che non lo hanno ancora trasformato in ex ma, anzi, costituiscono il propellente per allungare una carriera iniziata 25 anni fa. «Il mio bilancio effettivamente è molto positivo: a 16 anni già ero nella nazionale juniores, ma ne è valsa decisamente la pena. Soddisfazioni per le vittorie, chiaro, ma anche l’opportunità di girare il mondo, vedere realtà diverse».

Qual è lo stimolo che ti spinge a non mollare?

«Guardate che io mi diverto ancora. Mi piace allenarmi, misurarmi con me stesso: naturalmente non penso di essere eterno, ma quest’anno io stesso mi sono stupito per come ho gestito gli impegni sia in campionato che in nazionale. Il fisico regge ancora, quindi perché smettere?»

Hai rischiato essere lo scudettato più vecchio di sempre…

«Eh, quella finale con Trento è stata inaspettata, peccato aver perso per qualche imprecisione nei momenti cruciali. Piacenza è la squadra più anziana: io Fei e Tencati alziamo la media, però abbiamo sfiorato il colpaccio con Trento».

Tutti e tre ex trevigiani: la vecchia Sisley rivive in voi.

«Quando hai la mentalità vincente e compagni di squadra forti, non è poi così difficile restare ad alto livello».

Cinque anni fa qualcuno a Treviso disse che eri da pensione…

«Me lo ricordo bene. La presi in maniera molto serena: conoscevo bene quali erano le mie potenzialità. E credo da allora di aver dato una ulteriore prova di efficienza».

Dunque ti rivedremo sotto rete almeno fino al 2015.

«Il mio procuratore mi dirà se arriveranno offerte, qualora Piacenza mi chiedesse di rinnovare ben volentieri, lì mi sono trovato benissimo. Qui tutti mi fanno i complimenti e a loro rispondo: sì, grazie, ma preferirei un contratto…».

Silvano Focarelli

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