Pantere in casa del Bisonte Sorokaite: «Non sarà facile»

La schiacciatrice e opposto ha giocato per tre anni a Firenze: «Un ambiente familiare, ho splendidi ricordi, dovremo stare attente al loro entusiasmo» 



Su due delle tre sconfitte che l’Imoco ha patito nei quindici confronti diretti con Il Bisonte Firenze, avversaria di domani, c’è la firma di Indre Sorokaite. «So bene cosa voglia dire affrontare Conegliano senza i favori del pronostico», dice la schiacciatrice e opposto delle pantere, che per tre anni ha giocato nel capoluogo toscano, «e per questo mi aspetto una gara impegnativa: è una squadra piena di entusiasmo, che vorrà bene figurare contro di noi». Le ragazze di Caprara arrivano da due sconfitte nella gare giocate a dicembre e cercano punti per restare in zona Coppa Italia. Per Sorokaite è il primo ritorno da avversaria al Mandela Forum. «Sono contenta di tornare perché rivedrò molte persone a cui sono affezionata; a Firenze mi sono sentita sempre a casa, come era stato in passato a Bergamo e a Chieri. È una società che valorizza molto l’aspetto umano delle giocatrici, che non pone pressioni sul risultato a tutti i costi e punta a fare un passettino alla volta, magari togliendosi qualche soddisfazione».

L’anno scorso in effetti Novara rischiò di non arrivare in semifinale scudetto grazie alle prodezze di Sorokaite, che poi ha vissuto anche una grande estate in Nazionale col bronzo europeo e la qualificazione olimpica. «Quando si sta bene come persona è più facile che arrivino anche i risultati professionali, anche se io cerco di separare sempre queste due dimensioni. Dell’ambiente Firenze e del suo patròn Wanny Di Filippo ricordo la grande bontà, espressa anche con gesti semplici al di fuori del contesto agonistico; anche per questo voglio godermi il ritorno in città e l’incontro con le persone».

Il passaggio a Conegliano la scorsa estate segna un bel salto in avanti negli obiettivi personali e di squadra. «Anche qui all’Imoco ho trovato aria di famiglia e grande professionalità; sono qui solo da un paio di mesi e sto conoscendo tutto l’ambiente. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno ce l’abbiamo a porta di mano all’Imoco Village o nel raggio di brevissime distanze. È un posto unico, dove mi trovo bene e credo si stia vedendo anche in campo; anche solo stare in compagnia aiuta molto noi che siamo lontane da casa».

Santarelli ha già sfruttato più volte il doppio ruolo di Sorokaite, che però non è stato l’unico. «Da giovane ero palleggiatore e ricordo di aver giocato contro la squadra di De Gennaro, che all’epoca era schiacciatrice. Penso che questa elasticità aiuti molto e sia necessaria nella pallavolo moderna».

A due settimane di distanza dal Mondiale rimangono due immagini. «L’errore di Haak in semifinale sul quarto matchpoint e cantare l’inno di Mameli, con il Vakifbank alla nostra sinistra. Magari ci ritroveremo in finale a Berlino». —



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