Manu-CR7, la coppia dei più forti della Serie A Giugliano è la nuova mvp: «È soltanto l’inizio»
Chissà cosa deve aver pensato, lei pure tifosa juventina, nel posare in foto accanto al "mito" CR7. Chissà se le sono tornati alla mente gli infiniti palleggi da bambina al villaggio del 51° Stormo di Istrana, luogo di lavoro di papà Ciro, originario di Afragola: lo spazio fra un condominio e l’altro, a quel tempo la famiglia abitava lì, trasformato in porta. Di sicuro Manuela Giugliano ha ritrovato il sorriso, dopo il momento più difficile di una stagione che ha cambiato verso alla carriera. S’è meritata il Premio Aic, migliore calciatrice di Serie A.
I fari puntati sulla scorsa annata: prima mattatrice nel Milan, poi protagonista indiscussa nella Nazionale della cittì Milena Bertolini che ha fatto innamorare gli italiani ai Mondiali di Francia. Regista dai piedi deliziosi, personalità e visione tattica che fanno strabuzzare gli occhi, considerando che ha solo 22 anni. Un riconoscimento che prolunga i fasti di un’avventura iridata memorabile, permettendo alla centrocampista di Istrana di dimenticare le sventure dell’ultimo periodo, con l’infortunio al ginocchio che le ha fatto terminare anzitempo il 2019. Incidente di percorso palesatosi nella nuova esperienza alla Roma, ultimo approdo di un percorso iniziato dalle giovanili dell’Istrana, quando nelle squadre miste era già la più brava. Poi il trasloco a Barcon con il debutto in C, il passaggio a Pordenone valso la Serie A. Quindi Torres, Mozzanica, il gran rifiuto all’Atletico Madrid. Ma con il supporto di una famiglia legatissima (oltre a papà Ciro, mamma Linda che provò vanamente a convertirla al volley e il fratellone Gennaro), che non scorda mai di ringraziare, si può arrivare ovunque. Al Milan, alla Roma. Alla Nazionale, di cui è perno inscalfibile.
Con quelle “palle lunghe” che sono valse a “Nuvola Rossa” l’altro soprannome di “Mini-Pirlo”, con quell’allegria contagiosa che ha assicurato ascolti tv da sballo. Mai, come quest’anno, il calcio femminile s’è trovato al centro del dibattito. Le azzurre ce l’hanno fatta, costruendo le basi dell'exploit con la riconquista del pass mondiale dopo 20 anni. Poi si sono fatte strada in un happening travolgente, con il sogno spentosi solo ai quarti. Da quell’avventura francese, il movimento rosa non è stato più quello di prima. E di quella Nazionale, ora Manuela - lo certifica il Gala Aic - è diventata il simbolo. La bimba del villaggio dell’Aeronautica s’è presa la scena, sbaragliando la concorrenza delle Bonansea e Gama. Con la ciliegina di poter condividere la ribalta con CR7. Incroci da grande calcio.
«Sono super orgogliosa e onorata», ha dichiarato Giugliano su Instagram, «Sarà solo la base per continuare a mettere sempre più mattoncini e arrivare un giorno a conquistare qualcosa di altrettanto importante. Ringrazio le compagne che mi hanno votata, la famiglia e tutte le persone che mi hanno appoggiata e sostenuta in qualsiasi scelta o decisione». —
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