L’Imoco stacca dopo il 3-0 a Busto Hill: «Sì, il servizio è andato bene»
CONEGLIANO. La gara di Santo Stefano va agli annali dell’Imoco come la più corta (64 minuti di gioco effettivo) e quella col maggiore scarto nel punteggio (75-40) tra tutte quelle giocate dalle pantere in competizioni nazionali. E non si giocava contro una matricola, bensì contro la seconda in classifica, Busto Arsizio, che ha caratteristiche e individualità tali da renderla una delle squadre più attrezzate per ben figurare in Italia e in Europa. Che le farfalle siano rimaste bloccate nel loro bozzolo è merito soprattutto dell’aggressività di Conegliano e delle spallate che ha dato costantemente al punteggio, tanto da inibire ogni possibile reazione. Le biancorosse non sono mai state avanti nemmeno di un punto, arrivando al minimo divario sul 7-6 del secondo set; ma quando i break delle pantere hanno cominciato a susseguirsi in modo martellante, nonostante una prestazione non esente da errori, il margine per rialzarsi è stato quasi nullo. Prima tanti parzialini da due o tre punti, poi quattro, cinque e a salire fino al 14-0 di parziale a cavallo tra il secondo e il terzo set; le ospiti non hanno mai trovato continuità e hanno faticato a costruire gioco. «E’ stato bello tornare qui al Palaverde - dice l’ex Karsta Lowe - ma ovviamente non era il risultato che volevamo. L'Imoco è molto forte, ma noi non abbiamo giocato come sappiamo fare; sicuramente possiamo essere migliori di così». «Siamo state brave - risponde la connazionale gialloblù Kimberly Hill -, abbiamo battuto bene e abbiamo ottenuto tre punti importanti per la nostra classifica». Ora per americane e italiane, giù sicure della partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020, c’è qualche giorno di vacanza fino a Capodanno compreso; molte altre straniere saranno impegnate al torneo di Apeldoorn, che dal 7 al 12 gennaio assegnerà l’ultimo posto europeo a disposizione. Poi dal 15, quando ripartirà il campionato, le pantere giocheranno ancora una gara ogni tre giorni, che finora è stato affrontato nel migliore dei modi con la gestione del turnover e l’approccio alle singole partite: la concentrazione e l’attenzione che finora le ragazze di Santarelli hanno messo in campo fa pensare che ogni partita venga affrontata come fosse una finale in gara secca. E’ come se si costruisse sul lungo periodo l’atteggiamento giusto in vista dei prossimi trofei in palio: la Coppa Italia è fra un mese (con tre gare secche), poi c’è lo scudetto (con quarti e semifinali su tre gare e finale unica), e per ultima la Champions (con la stessa formula del 2018). —
Mirco Cavallin
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