L’Imoco frantuma Chieri 3-0 Le Pantere si godono la festa

Un boato accompagna la comparsa della coppa, il pubblico: «Noi ci credevamo, ora è realtà, siamo noi i campioni del mondo»
guerretta agenzia foto film villorba imoco volley -chieri in foto festa finale
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villorba. Lo striscione della curva sud che accoglie le squadre in campo riassume il senso del pomeriggio al Palaverde. «Noi ci credevamo: adesso è realtà. Siamo campioni del mondo!». E l’attesa dei presenti non è tanto per la gara, quanto per la festa che celebra il titolo mondiale conquistato in Cina. Chieri, corsara sul campo di Novara, non riesce a ripetere l’impresa, anche perché trova davanti a sé una squadra in buona parte riposata e che non ha nessuna voglia di perdere tempo ed energie prima della trasferta in Francia per la Champions.

Santarelli recupera gran parte delle titolari, escluse Sylla e Folie, tenute a riposo in panchina. Partono bene da un lato De Kruif, dall’altro Enright (3-3), ma ci sono anche quattro errori diretti delle pantere che valgono il primo vantaggio piemontese (5-8); arriva subito il sorpasso con Sorokaite in diagonale e con l’ace, muro di Egonu ed errore di Enright. Il gioco di Conegliano fatica però a decollare, con attacchi spesso imprecisi, nonostante una buona ricezione: si arriva dal 13-10 al 17-14, passando anche per un pareggio di Chieri. Servono quattro primi tempi consecutivi di Ogbogu, ancora in ritmo dalla gara di Perugia per allargare il divario a quattro punti, mantenendo per tre volte il cambio palla (21-17); Sorokaite spinge forte al servizio e il muro fa la sua parte, senza che le ospiti riescano a reagire.

L’inerzia resta dalla parte delle pantere anche in avvio del secondo set: il 7-4 è frutto delle velocizzazioni di Wolosz, delle difese di De Gennaro e della qualità in attacco di Hill e De Kruijf. Chieri è più aggressiva in copertura, ma non riesce a reggere il ritmo dell’Imoco, che spegne sul nascere ogni velleità di rimonta: il muro a una mano di Ogbogu costringe Bregoli al timeout sul punteggio di 11-7. L’americana non si ferma e mura per due volte in fila Enright (14-8); l’assolo delle campionesse del mondo è solo temporaneamente interrotto da Akrari e Grobelna che recuperano dal 18-10 al 18-13. C’è spazio nel finale anche per Gennari, Enweonwu e Geerties che rilevano Wolosz, Egonu e Hill.

Il terzo set è a senso unico, preludio alla festa: sul turno di servizio di Egonu si arriva in un attimo al 12-2 e praticamente finisce qui. Chieri fa solo da comprimaria e quasi smette di giocare, anche perché è Conegliano che non glielo permette. L’Imoco resta saldamente prima, in attesa del big match di Santo Stefano con Busto e da oggi pensa alla Champions e alla sfida di Nantes.

Per la festa finale arrivano il sindaco Fabio Chies e l’assessore regionale al turismo Federico Caner che si congratulano con le atlete e lo staff. Tutti fremono per poter vedere da vicino il trofeo mondiale e poter gioire ancora una volta a sette giorni di distanza. Si spengono le luci e sui maxischermi scorrono le immagini salienti della vittoria mondiale: l’esordio di forza contro l’Eczabibasi, le sfide con Guandong e Minas, fino alla memorabile semifinale col Vakif, paragonabile alla calcistica Italia-Germania 4-3 di Messico ’70: ad ogni punto sale l’urlo, con quel gusto di rivedere punti e scambi che già si conoscono a memoria. Fino al trionfo in finale col pallonetto di Egonu. Il giro di campo è un premio anche al pubblico e fa da preludio all’invasione di campo: per più di un’ora selfie e autografi mondiali per tutti in una giornata che si vorrebbe non finisse mai. —

Mirco Cavallin

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