La gioia di Casellato: «Ci ho sempre creduto»

Il coach elogia squadra e società: «Una vittoria voluta da tutti e adesso non ci nascondiamo più»
rugby eccellenza semifinale ritorno viadana vs mogliano
rugby eccellenza semifinale ritorno viadana vs mogliano

MOGLIANO. La prima volta in una finale per il titolo. La piccola Mogliano non finisce di stupire, adesso può inseguire un sogno chiamato scudetto. Eliminata la corazzata Viadana, vincitrice della regular season. Proprio come l'Imoco Conegliano, che ai recenti playoff del volley rosa, aveva estromesso dai giochi Busto Arsizio, prima di capitolare per mano di Piacenza. Il Marchiol, ormai abituato a rovesciare pronostici che lo davano perdente in partenza, proverà ad inanellare l'ennesima perla. Piegati gli ex Aironi, favoriti numero 1 per il tricolore, se la dovrà vedere con la vincente dell'altra semifinale fra Prato e Calvisano. «Abbiamo centrato un obiettivo, che al mio arrivo a Mogliano due anni e mezzo fa, nessuno avrebbe mai immaginato», osserva coach Umberto Casellato, alla prima finale da allenatore, «E' il coronamento di un percorso tecnico, di un progetto. Al di là di come finirà la nostra avventura, già raggiungere l'ultimo atto è qualcosa di grande. E pensare che, stando alle previsioni, avremmo fatto meglio a fermarci a Guastalla e nemmeno arrivare in pullman a Viadana... Tanto non ce l'avremmo fatta. E invece abbiamo sovvertito ancora i pronostici. Siamo sfavoriti dalla nascita, e lo saremo anche in finale...». Battuto il blasonato Viadana: «Avevamo preparato bene la partita, sapevamo come l'avrebbe affrontata. Fin dall'inizio, hanno peccato di presunzione e arroganza. Ma nello sport esiste una giustizia: con la presunzione e l'arroganza non si vince, serve l'umiltà. Specie nel rugby. Noi abbiamo giocato sempre con lo spirito degli ultimi e siamo diventati primi. Viadana pensava di vincere facile...». E ha perso invece la finale: «Questo è un punto d'arrivo importante, ma non è ancora il vero arrivo. In tempi di Giro d'Italia, consideriamolo un traguardo volante. Perché adesso possiamo mirare un traguardo più importante, lo scudetto. Vedremo cosa si potrà fare... Non ci nascondiamo, perché mai ci siamo nascosti e mai abbiamo fatto falsi proclami. Nella mia lucida follia, ho sempre puntato al massimo e lavorato per arrivare all'ultimo atto. A questo punto, indifferente incrociare Prato o Calvisano». Non mancano i ringraziamenti: «Grande merito a tutto lo staff, la conquista della finale premia il lavoro di tutti. Una soddisfazione da condividere con tutta la squadra. Perché, mai come nel nostro caso, tutti i componenti della rosa hanno contribuito. Penso a coloro che hanno tenuto duro nei momenti difficili e tirato la carretta, quando dovevamo fare i conti con gli infortunati. Mi vengono in mente le vittorie con Petrarca, San Donà e Rovigo. Ma grande merito va dato pure alla società, che ci ha dato sempre fiducia. La dedica? Alla mia famiglia, che non mi vede mai, la cosa più importante della mia vita». L'ex Benetton Enrico Pavanello esulta: «Abbiamo lavorato duro e recuperato bene nel ritorno, ci siamo meritati questo risultato dopo le difficoltà d'inizio stagione. Una grande gioia, ma per le dediche aspettiamo l'ultima partita». La festa con i tifosi è proseguita in Club House a Mogliano.

Mattia Toffoletto

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