La Benetton Basket torna nell'occhio del ciclone

Il procuratore federale Alabiso acquisisce gli atti dell'inchiesta: "Brutte sorprese"
Ennesima giornata convulsa, quella di ieri, per la Benetton Basket. Il procuratore federale Roberto Alabiso ha ricevuto infatti dal Pm di Bologna, Lorenzo Gestri, gli atti dell’inchiesta sui vertici della società di Treviso e sulle pressioni fatte sulla camera di conciliazione. E subito è partita una ridda di ipotesi sulle conseguenze della seconda tranche della giustizia sportiva sul caso Lorbek. La giustizia sportiva è infatto cosa diversa da quella penale, viaggia su strada autonome e può sanzionare comportamenti che per la giustizia ordinaria sono leciti. E i dubbi sollevati dal pm Gestri, a proposito dei vertici della Benetton, appaiono pesanti come macigni (vedi articolo sopra) e tanto gravi che difficilmente la giustizia sportiva non ne terrà conto. Il procuratore federale Alabiso non ha detto se ha intenzione di aprire una nuova indagine sportiva, dopo l’inchiesta penale chiusa con quattro avvisi di fine indagine (per frode sportiva e falso) a Buzzavo, Fadini, Cirelli e Zanetti: «Prima devo leggere tutte queste carte». Ha però aggiunto che «l’incontro è stato utilissimo, perché il magistrato ordinario ha altri strumenti rispetto alla giustizia sportiva. Abbiamo avuto conferme, sorprese e soprattutto più chiarezza su ciò che è successo prima e poi». Per Alabiso si è trattato di però «sorprese non piacevoli». Dunque potrebbe esserci uno strascico dopo la penalizzazione di 12 punti? «E’ abbastanza improbabile, visto che non possiamo fare due volte un processo per lo stesso fatto, ma se ce ne fossero dei nuovi è diverso». Ed è su questo punto la Benetton Basket si gioca tutto. Alabiso ha ricordato che l’inchiesta penale ha evidenziato due filoni, da un lato quello sul tesseramento, dall’altro quello su presunte pressioni sulla Camera di Conciliazione per le quali la procura di Bologna chiederà l’archiviazione. Una delle ipotesi è che Alabiso rivaluti la posizione di Fadini e Buzzavo. Inoltre, lo sconto da 15 a 12 punti di penalizzazione fu concesso dalla giustizia sportiva in considerazione dell’allontanamento dalla squadra di Cirelli. E qui si profilano i rischi maggiori per la Benetton basket, che ha sempre negato però la circostanza. Dalle intercettazioni emergerebbe, per la magistratura bolognese, che Cirelli continuò anche dopo l’allontanamento a lavorare per la squadra. E il pm Gestri si mostra convinto che le cose siano andate proprio così. Lo dice chiaramente nella richiesta di archiviazione sui presunti condizionamenti al collegio arbitrale, dove non ha rilevato profili penali ma solo gravi violazioni - a suo dire - deontologiche L’avvocato di Cirelli, Sandro Gracis, resta però convinto che alla fine arriverà l’assoluzione. «Lo dico per l’ennesima volta: al massimo c’è la laslealtà di Cirelli, che non comporta sanzioni per la squadra. Qual era il capo di imputazione di Alabiso? Di aver messo un documento nel fascicolo federale del tesseramento di Cuccarolo. Però il lodo ha sentenziato che lo scopo della dirigenza della Benetton non era certo quello di farlo finire nel fascicolo bensì di tenerlo nella scrivania di Zanetti, da tirar fuori al momento della scoperta che Lorbek era il 19° giocatore. Sono inorridito, come cittadino, sportivo, tifoso ed ex atleta: per le intercettazioni uscite, per quanto si è detto e scritto».

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