Italia, buona la prima: Irlanda del Nord ko 2-0

La nazionale soffre per un tempo ma poi sblocca dopo meno di un'ora e si qualifica per la finale di martedì sera che assegnerà un posto ai Mondiali di quest'estate

Giovanni Armanini
L'Italia vince contro l'Irlanda del Nord
L'Italia vince contro l'Irlanda del Nord

L'Italia di Rino Gattuso supera la semifinale playoff battendo l'Irlanda del Nord e martedì sera si giocherà in finale l'accesso ai mondiali di quest'estate che si giocano negli Stati Uniti, in Messico e Canada. Partita non semplice che gli azzurri hanno sbloccato nella ripresa mettendo in discesa la contesa grazie alle reti di Tonali e Kean.

Il primo tempo si chiude sullo 0-0, con gli azzurri padroni del gioco ma poco incisivi. La squadra italiana mantiene il controllo del possesso (66%) e crea diverse occasioni, totalizzando 11 tiri e 8 calci d’angolo, ma senza riuscire a sbloccare il risultato.

L’Irlanda del Nord si difende con ordine, mantenendo le linee compatte e ripartendo raramente in contropiede. Le opportunità più pericolose arrivano da calci piazzati e tentativi di giocatori come Retegui, Kean e Dimarco, ma senza precisione.

L'Italia inizia la ripresa con il piglio giusto. Dopo che Retegui fallisce un gol clamoroso su errore difensivo (retropassaggio) degli avversari, è Kean a costruire con un bel diagonale la più limpida palla gol della prima ora. La rete è nell'aria e la segna il nostro giocatore più forte: Sandro Tonali, con una stoccata dal limite dell'area.

Con l'andare dei minuti l'Irlanda del Nord è costretta a diventare più propositiva, ed allora si aprono spazi per i nostri, che in realtà più che affondare il coltello nel burro fanno emergere soprattutto i propri limiti tecnici e di fantasia, fino a Kean che dopo vari tentativi trova la via del raddoppio.

Finisce 2-0 ma naturalmente il peso specifico del successo è tutto caricato su quella fiammata del vantaggio, ed è quindi lecito chiedersi cosa sarebbe oggi Sandro Tonali senza quel folle vizio che lo ha fermato per gioco d’azzardo e ne ha menomato la carriera negli ultimi anni.

Difficile dirlo, ma ieri sera l’ex centrocampista di Brescia e Milan, ora al Newcastle United, ha sancito che per vincere le partite - anche e soprattutto nel calcio improvvisato delle nazionali - servono sì le tattiche, il cuore, le motivazioni, ma se hai i piedi buoni e sei un campione potenziale fuoriclasse c’è buona probabilità che certe partite le possa risolvere tu.

In sostanza la partita ha confermato quel che sappiamo di questa nazionale: ha una sua solidità, del resto la difesa è indubbiamente di livello Champions League, basta scorrere i nomi. Ma per il resto sembra una nazionale erede delle peggiori stagioni del nostro calcio, ovvero quando per mancanza di qualità tecniche e fantasia si finisce per aggrapparsi alle certezze difensive senza riuscire a costruire granché una volta chiamati a ripartire ed essere propositivi.

Ed allora meno male che c’è Sandrino, che in una squadra di modesti pedatori sa tirar fuori il coniglio dal cappello. Da lì in avanti tutto è più facile.

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