Imoco, memorabile ’19 sul trono del mondo La strepitosa efficienza dietro i trionfi e i record

CONEGLIANO. Il 2019 tre volte d’oro e due volte d’argento dell’Imoco Conegliano è stato sicuramente un anno da incorniciare.
Le pantere, con due formazioni diverse (e con gli esordi in prima squadra di alcune ragazze delle giovanili), sono sempre arrivate in finale; molte hanno giocato tanto, alcune tantissimo, circa 80 gare chi milita anche in nazionale.
Alla fine si contano 49 vittorie su 55 partite, 157 set vinti e solo 39 persi: 34 volte i colori gialloblù hanno prevalso 3-0, 8 volte 3-1 (più il golden set a coronare la rimonta sull’Eczabicasi in Champions League), infine 7 vittorie al tiebreak.
In quest’anno solare Conegliano ha infranto una serie di record, e alcuni sono ancora in striscia “aperta”: la squadra è imbattuta in casa in competizioni nazionali da 18 gare, tante quante sono state le vittorie consecutive in campionato dal 30 marzo al 24 novembre. In autunno, sbriciolando il record di 11 già stabilito in primavera, è arrivata la miglior serie assoluta, cioè considerando tutte le competizioni, di 17 vittorie; di queste ben 12 maturate in trasferta, superando un primato che resisteva da quasi tre anni.
Appartengono tutte al 2019 le migliori sequenze di set consecutivi vinti: 21 fra 30 marzo e 21 aprile, 14 tra il 20 gennaio e il 2 febbraio e anche tra il 6 maggio e il 31 ottobre (al momento la serie è a quota 12). Di quest’anno memorabile, nel tanto bene e nel poco male, si può capire e imparare qualcosa anche dalle cifre dei tabellini.
L’efficienza delle pantere, già di per sé altissima (46%), è forse l’arma vincente del gioco di Santarelli e ha superato in 14 partite il 50%, con le punte massime registrate conto Lodz (68) a febbraio e Scandicci (59) il mese scorso. Ma quando il rendimento è stato troppo basso si è materializzata la sconfitta: 31% contro Perugia e 32% in finale di Champions contro Novara.
A Berlino poi, dove si sono registrati due tra i peggiori parziali dell’anno (17-25 e 18-25, “superati” solo dai 15-25 subiti a Brescia e Perugia), l’Imoco ha chiuso con lo zero negli aces; ma anche sbagliare poco al servizio non è sempre bel segno. Furono 4 gli errori nello 0-3 contro l’Eczacibasi il 13 marzo e altrettanto pochi i muri vincenti (10 di media); storia ben diversa nell’epico ritorno (18). fra le tre pagine più belle dell’anno, insieme allo scudetto vinto senza perdere una partita nei playoff (e solo 3 set ceduti in tutto!) e al Mondiale di Shiaoxing, specialmente il quinto set della semifinale con Vakifbank.
Se quella è stata la gara più lunga in termini di tempo, la più combattuta è stata quella col Minas (232 scambi). I set più tirati? Il 31-33 e il 29-27 contro il Club Italia il 24 febbraio, punteggio quest’ultimo ripetuto anche contro Cuneo e Bergamo. Ancora: Lodz, Scandicci e Budapest hanno subìto i parziali peggiori (25-10), seguiti a breve distanza da Novara, Filottrano, Monza e Busto.
Sul piano individuale, Egonu occupa il primo e il secondo posto fra le pantere top scorer in singola gara (38 e 33 punti contro Vakifbank ed Eczacibasi), Enweonwu ha eguagliato contro il Minas il record di 6 aces, stabilito da Fabris il giorno del secondo scudetto.
Questo è l’anno che sta finendo, ricchissimo di soddisfazioni. E all’orizzonte si profilano ulteriori margini di miglioramento.
L’anno che verrà potrebbe essere anche più bello, se le condizioni mentali e fisiche delle pantere resteranno quelle viste finora e se le avversarie non troveranno contromisure adeguate nei momenti decisivi. Le emozioni non mancheranno. —
Mirco Cavallin
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