Il record di Pietro Furlanetto «Sessant’anni nelle corsie e l’amore non passa mai»

TREVISO. Passione, voglia di vincere e di non fermarsi mai: l’esperto tiratore Pietro Furlanetto, classe 1928, tesserato per il Ponte di Piave, è il bocciofilo con il maggior numero di anni d’età e di attività, e ancora oggi continua a calcare le corsie di gioco.

Come la chiamano nelle corsie di gioco?

«Mi chiamano “il Vecchio”, mi salutano tutti e mi temono anche».

Da quanti anni gioca a bocce?

«Ho cominciato a giocare quando avevo 14 anni e da allora ho sempre giocato e fatto fare. All’inizio ho giocato al volo, poi sono passato alla raffa e da vent’anni sono tesserato con il Ponte di Piave». Che cosa vuol dire giocare a bocce?

«Stare in compagnia con la gente. Il gioco è una cosa seria. Ho avuto tante soddisfazioni. La più grande è stata quando ero ancora un bambino e ho fatto la mia prima gara regionale. In settant’anni di attività ho avuto tante vittorie, coppe e premi».

Cosa risponde quando le dicono che le bocce sono uno sport per anziani? È davvero così?

«Le bocce sono uno sport più per i giovani che per gli anziani. Da ragazzo mi sono divertito molto. Giocare a bocce non è un obbligo, è una passione che nasce piano piano dopo le prime volte. Cominciando, ci si innamora come accade in un qualsiasi altro gioco. Più si segue e più si seguirà».

Quando finirà la sua carriera?

«Finché la salute dura, non si sa quando si smette e ci vuole passione. Ho un fratello che è arrivato a 107 anni e aveva la passione di giocare a carte, io ne ho quasi 92: ho ancora tempo». —

A.D.

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