Il pm Gestri: pressioni incredibili
Parole di fuoco nella richiesta di archiviazione
Il pm Lorenzo Gestri ha deciso di chiedere l’archiviazione, ma censura pesantemente i vertici del basket trevigiano: «Un quadro impressionante di contatti incrociati fra rappresentanti dei vertici delle istituzioni sportive, dirigenti della Pallacanestro Treviso e funzionari della Camera di Conciliazione ed Arbitrato - scrive il magistrato nella richiesta di archiviazione - come tali certamente idonei non solo a sollevare dubbi sull’effettiva genuinità dell’esito finale della giustizia sportiva sul cosiddetto caso Lorbek». Le indagini hanno messo in luce, scrive ancora, come la «Cca del Coni, presieduta dal Professor Ronzani, sia stata oggetto di plurimi tentativi di avvicinamento» prevalentemente riconducibili ai vertici della società di Treviso. Una serie di azioni «autonome e distinte», tutte «convergenti»: talune «sulla figura del suo Presidente, originario proprio della provincia di Treviso e quindi ritenuto ragionevolmente un soggetto sensibile alla causa della società di Benetton - scrive - dall’altro, cercando di arrivare indirettamente alla Camera ed ai suoi componenti, addirittura attraverso funzionari di vertice del Coni verosimilmente sfruttando i buoni uffici esistenti proprio fra la famiglia Benetton ed il Presidente Petrucci». Il risultato, aggiunge Gestri, è stata una «soluzione di compromesso»: una riduzione della penalizzazione di tre punti che assicurava alla Benetton «la possibilità di giocarsi sul campo l’accesso ai play-off». Una soluzione, spiega, «che si palesa come il risultato della pressione esercitata fino all’ultimo momento proprio da quel membro Cecinelli, personaggio che gli stessi ambienti trevigiani non esitano a definire uomo di Petrucci». Gestri poi ricorda che la riduzione è stata concessa in considerazione dell’allontanamento di Cirelli ma che le indagini hanno chiarito che l’ex team manager ha lavorato per la Benetton anche dopo il licenziamento: il 25 aprile, al telefono, alla domanda su cosa stava facendo, rispose: «...il mio senza andare via con la squadra, poi appena finito tutto si riprenderà la normalità». Un quadro, per il Pm, che pur non presentando rilievi penali, determina «perplessità in ordine al rispetto delle regole interne del Coni nonchè dei basilari principi deontologici».
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