Il Cassina al prosecco per amor di Valentina: «Ginnastica Anno 0»

TREVISO. C’è stata la donna che inventò la mossa, lui ha inventato il movimento. Il movimento Cassina. Ma ha cambiato identità per colpa di una donna.
Igor Cassina, oro alla sbarra ad Atene 2004, è il ginnasta che ha avuto l’onore di vedere nel 2001 un esercizio battezzato col suo nome: solo i grandissimi ci riescono. È un Oscar, un Nobel. Cassina è nato a Seregno 39 anni fa, d’ora in poi però sarà bene considerarlo uno dei nostri, visto che per amore della bella Valentina ha scelto di vivere e lavorare a Paderno di Ponzano. Insieme al pilone Benetton Tiziano Pasqual, Igor è stato ospite l’altra sera della conviviale del Panathlon di Treviso, di cui è diventato socio onorario. Grande personaggio: spontaneità, ironia e schiettezza, tanta voglia di raccontarsi e l’eloquio fluente che l’ha portato a fare il commentatore Rai a Rio.
Ma soprattutto un campione noto in tutto il mondo. «Beh, insomma, andai a Ballando sotto le stelle, ma per strada mi fermavano dicendomi che ero quello che ballava in tivù…» Benvenuto nella Marca. «Ho insegnato tre anni alla Pro Carate, ora sono qui e dico che Treviso mi piace molto, bellissima città, il Montello, le Dolomiti e il mare vicini. E col prosecco mi trovo bene, quindi ci sono tutti i presupposti per vivere bene. Voglio aprire una palestra e portare avanti, anche nelle scuole, un progetto con Valentina, nutrizione e sport: sensibilizzare i giovani a fare sport ed alle buone abitudini alimentari. E mi cimenterò anche nella Treviso Marathon: mi spaventa un po‘ ma io amo le sfide». Com’è nato il movimento Cassina?
«A 13 anni eseguivo il Kovacs, un doppio salto mortale sopra la sbarra a gambe piegate: con me ce n’erano solo altri due capaci di farlo. Pensammo di ideare qualcosa di più complesso, il doppio mortale ma col corpo totalmente teso, più un avvitamento a 360°». Di quell’oro cosa resta? «La soddisfazione quando mi chiedono di allora, il sorriso di un bambino che scambia due parole con me. È appagante». Dopo Chechi e Cassina in Italia c’è il vuoto. «Yuri ha iniziato una nuova epoca, poi sono venuto io, oggi c’è Vanessa Ferrari, due volte quarta. Nei settori giovanili siamo in difficoltà. In Federazione hanno vissuto di rendita senza pensare ai ricambi" Perché ti chiamano Bilo? "Da Dmitrij Bilozercev, grandissimo ginnasta russo, il mio idolo».
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








