Gol, papere e caos: alla fine la spunta la Liventina

MANSUè. Non è finita nemmeno dopo il triplice fischio la partita che ha rilanciato la corsa della Liventina e azzoppato quella del Portomansuè. Si è dovuto aspettare qualche minuto col fiato sospeso per capire se l’arbitro, dopo un paio di decisioni aspramente contestate dai padroni di casa, avesse espulso qualche giocatore biancoverde: così non è stato, ma a terra ce n’era uno della Liventina. Al di là del cancello che porta agli spogliatoi una quarantina di sostenitori locali hanno detto di tutto al direttore di gara bolognese che, ahilui, ha preso almeno un paio di granchi. Il primo all’avvio del secondo tempo, quando ha espulso Meite per un’entrata dura ma che a molti pareva giusto punire col giallo (peraltro pochi secondi dopo una molto simile di Akafou è stata punita con l’ammonizione, scatenando le proteste dei padroni di casa). Il secondo verso la fine, quando ha fermato Gnago e ne ha annullato il pareggio per un fuorigioco che solo un eufemismo potrebbe definire dubbio. Al netto di tutto ciò, la Liventina questi tre punti non li ha certo rubati.
Nel primo tempo il Portomansuè ha avuto solo tre occasioni (due ottime con Gnago: in entrambe è stato strepitoso Memo a metterci tanto del suo). I problemi del Porto non sono davanti, anche se Duravia ha sbagliato troppo per i suoi standard. I problemi stanno dietro: nei primi due gol le responsabilità più evidenti sono quelle del portiere Bigaj, che nell’1-0 di Mangieri si fa passare la palla sotto il braccio e nel 2-0 non ne blocca una alta. Grandi sono anche quelle dei difensori che nelle due occasioni non sono riusciti ad entrare nel gioco, distanti dalla palla e dagli uomini da marcare. Il 3-0 di Costa lo conferma: al di là della botta paurosa calciata dai 25 metri dall’attaccante ospite, la marcatura era lasca.
Al rientro in campo tutto pare più equilibrato. Anche dopo l’espulsione di Meite, il Porto gioca con relativa calma. Al 21’, il rigore concesso per un mano di Scandilori. Sul dischetto va Gnago che calcia basso alla sua sinistra, Memo intuisce ma non può farci nulla. Appena due minuti e il neoacquisto Silvano davanti alla porta raccoglie un pallone di Gnago per accorciare le distanze. Ora l’impossibile pare possibile. La Liventina cerca il quarto gol e ci va vicina con Costa, che si fa fermare alla grande da Bigaj. Mancano pochi secondi allo scadere del tempo quando Gnago parte per rincorrere un lancio. Dalla tribuna sembrava che la posizione fosse regolare, ma l’assistente Liotta vede fuorigioco e non appena Scandilori tocca la palla verso Memo alza la bandierina. Il gol di Gnago non vale che le proteste del Portomansuè, che non smuovono l’arbitro.
Mister Andretta dopo la fine della partita (triplice fischio arrivato quando il Porto aveva un’occasione da calcio di punizione: altra benzina sul fuoco) ha dovuto faticare per portare via i suoi ragazzi: «Peccato, era stata una bella partita», si diceva a ridosso degli spogliatoi. Era la verità. —
Niccolò Budoia
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