Epica Imoco: prenditi il mondo Monstre-Egonu rimonta il Vakif

Annullati 9 match point alle turche in un tie-break clamoroso: oggi alle 13 la finalissima iridata contro l’Eczacibasi



Sembrava in ginocchio, con la finale ormai diventata roba d’altri e il fantasma turco a concretizzarsi ancora. L’incubo invece diventa sogno, e la sconfitta si tramuta in impresa. L’Imoco conquista la finale del Mondiale per club, dopo un tie-break incredibile, in cui riesce ad annullare nove palle match al Vakifbank. Grazie a Egonu, che non trema mai, e manda in crisi una squadra che fino a quel momento, almeno nel tie-break, aveva mostrato solo certezze. Wolosz mette a terra il punto decisivo, con un muro, il fondamentale che più è mancato a Conegliano per lunghe fasi del match. Piange Sylla, di felicità, piange Karakurt, di disperazione. Oggi alle 13 l’ultima tappa, sarà Imoco-Eczacibasi.

Coach Santarelli si affiderà al sestetto classico, che ieri ha avuto la meglio sul Vakif, vendicando il tie-break di Bucarest. Fin dal primo scambio si capisce che la partita sarà lunga, lunghissima. Per mettere la palla a terra serve il primo colpo di classe di un match stellare per la serba Ognjenovic. I ritmi sono infernali. Egonu che va cercare e trovare le dita avversarie per sistemare palle difficilissime. Al contrario di Sylla che viene sempre fermata da Gabi in ricezione, o sbatte contro il muro. È la brasiliana a portare il set sul 14 pari. Le attaccanti turche faticano ad evitare Moki, ma non il muro di Conegliano, che è il grande assente del set. A dare l’1 a 0 è Haak: parallela fuori.

Si riparte con un doppio ace di De Kruijf. Folie si fa trovare pronta nel primo tempo, e le centrali si affacciano nel match, ma fanno una fatica del diavolo. Santarelli prova a sistemare il muro affidandosi ad Ogbogu per Folie. Ma il muro che funziona è sempre quello del Vakif, come la difesa che farebbe innervosire anche Gandhi. Sorokaite rileva una Sylla inefficace, e due errori di Egbogu regalano 1-1. Il Vakif continua ad avere più varianti. Gabi, Karakurt, Rasic e Gunes danno garanzie a Ognjenovic. De Gennaro fa una magia inginocchiata, alzando in bagher per Hill. Per una volta sbaglia anche Gabi con un palleggio che finisce a lato (20-16). Quando sembra fatta, Santarelli è costretto a chiamare il time out per spezzare la rimonta. Il Vakif arriva al 24-23, con l’ennesimo muro di Gunes. Quinta palla set: De Gennaro scansa le compagne e alza ad Egonu che fa 2-1.

Nel quarto Ognjenovic riparte da Gunes, Wolosz prova a fare entrare in partita anche Sylla. La ricezione turca continua a fare la differenza (alla fine sarà al 72%), mentre quella gialloblù toglie certezze a Wolosz (14-18). Nemmeno le bombe al servizio di Egonu scalfiscono il Vakif, che si porta a casa il set con un pallonetto di Haak.

Al tie break il Vakif prova subito a scappare. Dalla sua parte della rete funziona tutto. Le attaccanti turche trovano sempre uno spiraglio, almeno finchè, quando ormai il match sembra andato, Folie e De Kruijf non iniziano a fare il loro in prima in linea e riportano le compagne sul 9-11. L’ace di Karakurt sembra la fine. Ma le pantere, nonostante il 10-14, hanno piani diversi. Santarelli chiama il time out, guarda le sue ragazze e le convince che non è finita. Egonu al rientro in campo fissa Wolosz negli occhi, e le urla “crederci”. Ecco perché è la giocatrice più forte del mondo: annulla le prime tre palle match, schiacciando tutto ciò che passa dalle sue parti, con Wolosz a salvare un pallonetto che Haak aveva messo a terra. Le pantere in panchina pregano, alla svedese viene il braccino: è la sua ultima occasione e la spara fuori (14-14). Qui il peso psicologico si inverte. Il match point successivo è targato Imoco, ma Gunes tiene accese le turche. Che di occasioni se ne creano altre tre, ma a cancellarle è sempre un’immensa Egonu. Karakurt si inventa una parallela da crepacuore per annullare il secondo match point di Conegliano. Il Vakif ci può provare per la nona volta, e finisce come le prime, ma questa volte è merito di Hill, cercata da Wolosz quando tutti si aspettano Egonu. Che sull’azione successiva, riceve, corre, salta e mette a terra il 22-21. Ora basta sfoderare quello che non è riuscito in tutto il match: un muro su Gabi. Ci pensa Wolosz, capitano dell’Imoco, finalista del Mondiale. —



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