È I-Moki, l’anima di Conegliano «Che rivincita, siamo le migliori»

Il libero che ha scritto la storia delle pantere sfonda quota 250 presenze: «Tutti dicevano che vincevamo solo in Italia...»



Quello di Shaoxing per Monica De Gennaro e tutte le altre pantere (Hill esclusa), è stato il primo Mondiale per club della propria carriera. In più il libero dell’Imoco Conegliano proprio nella gara di esordio ha toccato quota 250 gare in maglia gialloblù. «Caspita, davvero tante!», dice interrompendo brevemente il meritatissimo giorno di riposo dopo il rientro trionfale. «Conoscendo i nostri tifosi me l’aspettavo, ma solo a casa, non certo con una folla all’aeroporto: sono stati come sempre meravigliosi perché ci hanno seguito nonostante la lontananza e il fuso orario».

Il debutto, per noi notturno, è stato subito un big match, anticipazione della finale per il titolo. «Sapevamo che avremmo affrontato squadre di altissimo livello, tutte con voglia di vincere: le partite col Guangdong e il Minas sono state solo apparentemente più facili solo grazie al nostro approccio, pur con alti e bassi. L’inizio contro l’Eczacibasi è stato col botto ed era la nostra avversaria principale del girone, come poi ha confermato il ritrovarci in finale». L’ultima gara va ricordata per il trionfo, ma la semifinale fa ancora trattenere il respiro. «Il Vakifbank è un’ottima squadra, forte in tutti i ruoli; noi ci abbiamo creduto più di loro. L’unica decisione che abbiamo preso sul 10-14 dell’ultimo set è stata difendere e contrattaccare. E abbiamo avuto ragione». La finale è stata meno equilibrata, ma altrettanto impegnativa. «Nel primo set abbiamo avuto un blackout e sentivamo la stanchezza negli scambi lunghi; poi ci siamo dette che la vittoria dipendeva solo da noi. E così abbiamo fatto». Due attacchi di Egonu da seconda linea su bagher di Moki sono già nel manuale del volley moderno. «Paola ha fatto il suo, prendendosi molti rischi e responsabilità, non solo in attacco, io e le altre della seconda linea abbiamo difeso, le centrali hanno murato, Asia ha distribuito. Ognuna ha fatto il suo e questa è una vittoria di squadra».

Molti si sarebbero aspettati che arrivasse a Conegliano anche il premio per il miglior libero del torneo. «Sono contenta così: quattro mio compagne se lo sono pienamente meritato e siamo tutte felici per questo». In Cina De Gennaro ci è tornata cinque mesi dopo le finali della Vnl e conosceva già i disagi del fuso orario e quelli legati all’alimentazione. «Dopo il rientro ho dormito abbastanza bene; tutti gli aspetti logistici sono stati curati ottimamente dalla società e dallo staff; l’unico aspetto negativo è stata la ripetitività del menù, con riso e tonno praticamente tutti i giorni. Non vedevamo l’ora di tornare in Italia per mangiare la pasta e la pizza».

E aggiungiamoci anche un buon caffè, fatto rigorosamente con la moka, con i festeggiamenti che hanno coinvolto anche i familiari nel sorrentino. «Sono tutti contenti per me; li riabbraccerò durante le vacanze di Natale». In quei giorni, mentre le azzurre, già qualificate per Tokyo, potranno riposare, Santarelli con la Croazia, De Kruijf con l’Olanda, Geerties con la Germania e Wolosz con la Polonia saranno all’ultimo torneo preolimpico. «Credo che Turchia, Olanda e Polonia siano le favorite; spero che le nostre non tornino troppo stanche». Moki è l’unica ad aver sollevato tutti e otto i trofei conquistati dal 2016 ad oggi. «Quest’ultimo trofeo è bellissimo e vale in modo diverso rispetto a uno scudetto. Tutti dicevano che eravamo capaci di vincere solo in Italia e di arrivare solo seconde o terze all’estero. Adesso possiamo dire “siamo noi la squadra più forte del mondo”». —



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